Livorno, Palio Marinaro: Jacopo Biagi, l’uomo dei record a caccia di un’altra impresa
Un percorso sportivo segnato da scelte coraggiose, cambi di cantina e ritorni inattesi: una carriera costruita tra vittorie, stop forzati e legami che hanno lasciato il segno nel mondo del remo livornese
LIVORNO. Jacopo Biagi, classe 1985, sabato 27 giugno torna in barca con il rione Venezia nel Palio Marinaro di Livorno forte già di un record: ha vinto almeno una gara del trittico remiero a dieci remi con tre storiche sezioni nautiche diverse. Ha vinto tutto quando vogava sull’Ovosodo, ha vinto la Barontini con il Borgo e quest’anno la Risi’atori con il Venezia. Una storia nella storia fatta di sfide, amicizie, lunghi stop e ripartenze, sempre con la voglia di tagliare nuovi traguardi.
Gli inizi con l’Ovosodo
L’avventura di Biagi inizia nel 2008 con un Ovosodo che molti ricordano come uno degli equipaggi più forti di sempre. Dopo gli anni nel canottaggio, impreziositi da risultati in maglia azzurra, debutta nel Palio conquistando subito il trittico: Risiatori, Barontini e Palio.
Il passaggio al Borgo
L’anno successivo una regola che limita il numero di canottieri nell’equipaggio lo porta ad accettare la chiamata del Borgo, allora retrocesso a quattro. Da capovoga guida la squadra alla vittoria di tutte le competizioni e all’immediato ritorno a dieci.
Il 2011 e la svolta personale
Ma è il 2011 a cambiare il suo modo di vivere le gare. Richiamato dal Borgo come allenatore e capovoga, contribuisce a costruire un equipaggio giovane che riporta la Barontini in cantina dopo dieci anni. «Fu lì – racconta – che capii quanto fosse gratificante costruire un gruppo e raggiungere obiettivi che sembravano fuori portata».
Gli stop, il ritorno e le nuove cantine
Dopo alcuni problemi di salute e la temporanea negazione dell’idoneità sportiva, resta lontano dalle gare per anni. Al ritorno riparte dall’Ovosodo, poi il Pontino e l’Ardenza. La perdita del padre segna un nuovo stop. Fino a quando accetta la chiamata del Venezia, cantina che aveva sempre guardato con grande rispetto.
La vittoria con il Venezia
Al debutto, quest’anno, arriva la vittoria nella Risiatori, che lo porta a conquistare almeno una gara del trittico con tre diverse cantine. «Mi fa piacere essere tra i pochi ad aver raggiunto questo traguardo, anche se non manca un po’ di invidia verso chi ha vissuto tutta la carriera sotto la stessa bandiera. Poi ripenso ai legami costruiti lungo il cammino e capisco che non cambierei nulla del percorso vissuto».
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