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Livorno, dentro alla nuova bioraffineria Eni: duemila persone al lavoro – Come sarà la “fabbrica” dei carburanti

di Martina Trivigno

	La bioraffineria Eni a Livorno 
La bioraffineria Eni a Livorno 

Nel maxi cantiere tra Livorno e Stagno avanzano strutture, impianti e tecnologie della nuova piattaforma dedicata ai biocarburanti, con lavori in linea con il cronoprogramma

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LIVORNO. Migliaia di operai al lavoro, decine di imprese impegnate ogni giorno nel cantiere e una macchina organizzativa che procede secondo il cronoprogramma. È l’immagine attuale della futura bioraffineria Eni di Livorno, uno dei principali investimenti industriali in corso sul territorio, destinato a cambiare il volto produttivo dello stabilimento e a proiettare il sito nella filiera dei biocarburanti. E ora Il Tirreno mostra in anteprima lo stato dei lavori.

Avanzamento dei lavori nel sito tra Livorno e Stagno

Nel grande cantiere aperto all’interno dell’area industriale tra Livorno e Stagno si lavora ormai a pieno ritmo. Le strutture prendono forma, le tubazioni vengono installate, le apparecchiature vengono posizionate e sono partite anche le attività elettrostrumentali che accompagneranno la realizzazione dei nuovi impianti. Un intervento complesso che coinvolge ogni giorno una vasta rete di aziende specializzate e una forza lavoro che supera le duemila persone. «Proseguono regolarmente e nel rispetto del programma i lavori per la costruzione degli impianti della nuova bioraffineria Eni a Livorno. Il progetto ha ottenuto la decisione finale di investimento nel gennaio 2024, con conseguente assegnazione dei contratti Epc (contratti di prestazione energetica, ndr) principali – fa sapere Eni – . Nel maggio 2025, a seguito delle autorizzazioni ministeriali, sono state avviate le attività di costruzione. Oggi sono in corso le attività meccaniche di montaggio delle strutture, piping (tubazioni) e apparecchiature, e sono iniziate le attività elettrostrumentali. Nel cantiere operano circa 70 imprese, presenti con più di 2mila lavoratori. La fine lavori è prevista entro il 2026, con avviamento previsto nei primi mesi del 2027».

Le tappe autorizzative e la data di avvio

È dunque quella dei primi mesi del 2027 la data indicata da Eni per l’entrata in funzione della nuova bioraffineria, al termine di un percorso autorizzativo e realizzativo avviato oltre due anni fa. Il progetto aveva ricevuto la decisione finale di investimento nel gennaio 2024, con la successiva assegnazione dei contratti principali e l’avvio delle attività di ingegneria di dettaglio e procurement. Nel settembre dello stesso anno, poi, era arrivata la procedibilità da parte del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, mentre nell’aprile 2025 si è concluso positivamente anche l’iter relativo alle verifiche di ottemperanza del decreto di valutazione d’impatto ambientale. Da lì il via libera definitivo alla fase di costruzione.

I nuovi impianti previsti dal progetto

Ma in cosa consiste il progetto? E cosa cambierà in futuro? L’investimento prevede la realizzazione di tre nuovi impianti: il primo sarà dedicato al pretrattamento delle cariche biogeniche, necessarie a preparare le materie prime di origine biologica prima della loro trasformazione. Il secondo sarà l’unità Ecofining™, tecnologia proprietaria che consentirà di produrre 500mila tonnellate all’anno di biocarburanti avanzati. Il terzo impianto sarà invece destinato alla produzione di idrogeno da gas metano. La futura bioraffineria sarà in grado di trattare differenti tipologie di materie prime rinnovabili, in larga parte scarti e residui di origine vegetale, per produrre Hvo diesel, Hvo nafta e bio-Gpl. Attraverso la tecnologia Ecofining™, già utilizzata da Enilive in altri siti, sarà possibile ottenere Hvo, il biocarburante prodotto da materie prime rinnovabili come oli esausti da cucina e residui dell’industria agroalimentare.

Il ruolo nella transizione energetica

L’operazione rappresenta uno dei tasselli della strategia di transizione energetica del gruppo e punta a rispondere alla crescente domanda europea di biocarburanti. Non a caso il progetto ha ottenuto anche il sostegno della Banca europea per gli investimenti (Bei), che ha sottoscritto con Eni un finanziamento da 500 milioni di euro destinato proprio alla conversione del sito livornese. Tra gli elementi che guardano al futuro c’è inoltre la possibilità di adattare successivamente il layout dell’impianto per la produzione di Saf, il carburante sostenibile per l’aviazione considerato uno degli strumenti chiave per la decarbonizzazione del trasporto aereo.

La corsa verso il 2027

Per il momento, però, il futuro passa dal presente del cantiere. Dai montaggi meccanici alle opere impiantistiche, dalle attività elettriche alla logistica, la corsa verso il 2027 è già iniziata.

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