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Livorno, la Darsena Vecchia cambia volto: «Così teniamo insieme lavoro e città»

di Martina Trivigno

	In alto i lavori in Darsena Vecchia (fotoservizio Stick)
In alto i lavori in Darsena Vecchia (fotoservizio Stick)

Il presidente dell’Authority alla vigilia dell’inaugurazione dell’area pescherecci: «Banchine riqualificate, spazi dedicati alla vendita del pescato e percorsi pedonali»

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LIVORNO. La luce del porto si muove lungo le banchine della Darsena Vecchia come un filo che ricuce pezzi di città rimasti per anni separati dall’acqua. A Livorno, nel tratto che va dagli Scali Cialdini fino alla Darsena Vecchia, prende forma un nuovo sistema di relazione tra porto e spazio urbano, dove il lavoro dei pescatori, la passeggiata pubblica e la memoria storica tornano a convivere nello stesso paesaggio. È qui che domani sarà presentato l’intervento di riqualificazione dell’area pescherecci della Darsena Vecchia e degli Scali Cialdini, un progetto che ridisegna uno dei tratti più delicati del waterfront cittadino. Un’area che non viene soltanto riordinata, ma progressivamente resa più accessibile, anche attraverso una nuova infrastruttura pedonale e illuminata che, una volta completata, partirà dalla Fortezza Vecchia e costeggerà l’intera darsena fino a raggiungere l’antico Molo del Pennello. Un segno urbano continuo che cambia la percezione stessa del porto, trasformando una zona produttiva in un corridoio di attraversamento tra città e mare.

L’intervento sulla Darsena Vecchia riguarda in particolare la riorganizzazione delle attività legate alla pesca e la razionalizzazione delle banchine. Come spiega il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, Davide Gariglio, la vendita del pescato sarà d’ora in poi concentrata in spazi dedicati, mentre le aree operative sono state ridisegnate per migliorare sicurezza, ordine e funzionalità. Un processo che mira a mantenere le attività storiche dentro un quadro urbano più strutturato. «L’idea era riuscire a mantenere le attività produttive che c’erano in quell’area, la pesca professionale, ma anche accompagnarle dentro una rigenerazione delle superfici esistenti – spiega il primo inquilino di Palazzo Rosciano – . E allo stesso tempo stiamo lavorando per ricostruire un rapporto tra la città e l’acqua che nel tempo si era indebolito».

Nel tratto degli Scali Cialdini, prima area oggetto di intervento, la ditta ha completato le lavorazioni previste, con l’installazione della lamiera graffata di copertura, dei pannelli fotovoltaici integrati in copertura e degli elementi in fibra di legno destinati al rivestimento della struttura. Un intervento che introduce anche componenti energetiche e materiali innovativi nel contesto portuale. Sul fronte della Darsena Vecchia, invece, sono state installate le due pensiline in acciaio zincato e sono state concluse le lavorazioni relative alla pavimentazione della banchina e alla realizzazione delle nuove isole di marciapiede. Il cantiere è andato avanti con una progressione precisa, da nord verso sud: dal lato della Fortezza Vecchia fino all’area del Ponte dei Francesi, seguendo l’andamento naturale della darsena. Il progetto, finanziato con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e con un contributo del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare per un totale di circa 1,7 milioni di euro, punta a questo equilibrio: mantenere la funzione economica della pesca dentro un contesto urbano più moderno, sicuro e accessibile.

Ed è proprio lungo questo asse che si inserisce uno degli elementi più rilevanti del progetto complessivo: il tema dell’acquaticità della Fortezza Vecchia, che si lega direttamente alla trasformazione del sistema dei canali e del waterfront storico.

L’intervento sulla Fortezza – il cui primo lotto dovrebbe concludersi entro giugno 2027 – non riguarda soltanto la gestione dell’area monumentale, ma il ripristino del rapporto tra il manufatto e l’acqua. L’Autorità portuale ha acquisito la gestione della Fortezza per otto anni, in accordo con il Comune di Livorno, e insieme a Porto Immobiliare ha avviato un percorso di riapertura del sistema idrico attorno al complesso. Si tratta, come viene definito nel progetto, del ripristino dell’“acquaticità”: cioè la ricostruzione della condizione per cui la Fortezza torni a essere circondata dall’acqua, come avveniva in origine. Un intervento che prevede scavi, riattivazione dei canali e progressiva separazione tra la struttura storica e le superfici oggi occupate da parcheggi e aree asfaltate. Proprio queste ultime saranno progressivamente trasformate: il cemento verrà rimosso, le barriere perimetrali abbattute e l’intero sistema riorganizzato in spazi verdi e aree di accoglienza, con la possibilità di funzioni ricettive come bar e ristorazione. L’obiettivo è rendere la Fortezza non solo un monumento isolato, ma parte attiva del sistema urbano e della passeggiata lungo i fossi.

Il primo lotto dell’intervento, finanziato con circa 3,3 milioni di euro, prevede già lo scavo per il proseguimento del canale attorno alla Fortezza. Un passaggio che, una volta completato, restituirà una lettura più chiara del rapporto tra acqua e architettura storica.

Per il presidente Gariglio, questi interventi si tengono insieme in un’unica visione di città: il progetto della Darsena Vecchia e quello della Fortezza Vecchia, pur con tempi e funzioni diverse, si inseriscono quindi in una stessa traiettoria: riportare l’acqua al centro della città e la città di nuovo dentro il suo porto. «È un lavoro che cambia la percezione complessiva di questa parte di Livorno – conclude Gariglio – perché restituisce continuità tra luoghi che per anni sono stati separati».

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