Il caso
Livorno, truffe ai passeggeri del porto: arrestato mentre tenta di raggirare due anziani
La guardia di finanza ferma un quarantenne fuori dal varco Fortezza: inventando un danno alla macchina esigeva i soldi da due ultraottantenni in partenza per la Sardegna. Ora è ai domiciliari col braccialetto elettronico
LIVORNO. Erano diventati il terrore dei turisti che si imbarcavano sulle navi. Al punto che ormai, da mesi, sui social era scattato il tamtam: «Occhio, in porto a Livorno truffano». La guardia di finanza ha messo la parola fine, almeno si spera, su un fenomeno che stava diventando sempre più odioso. Una sorta di “truffa dello specchietto”, ma dalle modalità leggermente diverse.
A bordo di un’auto, infatti, il malvivente di turno superava l’ignara vittima – spesso su un furgone, ma anche semplicemente su una macchina – rigandole la carrozzeria con un bullone o un chiodo, per poi riaccodarsi, inseguirla con tanto di fari abbaglianti a intermittenza e fermarla. L’obiettivo? Incassare quanti più soldi possibile, partendo da una fantomatica richiesta danni di 1.200 euro per poi scendere anche a poche centinaia. Quanto possibile, insomma, puntando sul fatto che il traghetto era in partenza e che il diretto interessato, messo alle strette, non volesse perderlo. È con queste modalità che nel recente passato molte truffe sarebbero state messe a segno, con la guardia di finanza che si è immediatamente messa in moto insieme alle altre forze dell’ordine cittadine dopo le ripetute segnalazioni giunte al comando provinciale. Così, nei giorni scorsi, i militari del Gruppo di Livorno hanno arrestato in flagranza di reato per tentata truffa il quarantenne Antonino Vincenzo Spallino, residente nel comune pisano di San Miniato.
Lo hanno sorpreso, secondo quanto ricostruito, mentre tentava di truffare due anziani ultraottantenni in partenza per la Sardegna all’esterno del varco Fortezza, alle porte del centro. Le fiamme gialle, che hanno una caserma proprio in quella porzione di area portuale, non si sono fatte sorprendere e lo hanno bloccato mentre chiedeva ai due turisti oltre mille euro per un danno che ovviamente loro non avevano mai provocato al suo mezzo. Lo sapevano, ma spesso in circostanze di questo tipo subentrano i timori, la preoccupazione di perdere il traghetto e quindi, molto spesso, si giunge a un compromesso. Pagando. I controlli dei finanzieri chiaramente proseguiranno anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane: le segnalazioni di episodi di questo tipo sono state molte e l’attenzione è massima.
L’obiettivo è che non accadano più. Spallino, stando a quanto appurato dagli investigatori, sarebbe arrivato a Livorno direttamente da San Miniato con l’unico obiettivo di truffare i passeggeri. E ci stava per riuscire, almeno secondo l’accusa, se i militari non fossero intervenuti in tempo. La sua Volkswagen Golf Gti bianca, questo il modello dell’auto utilizzato per il presunto raggiro nell’area portuale, è stata sequestrata. Dopo la celebrazione dell’udienza direttissima, adesso, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale labronico, che ha convalidato l’arresto, si trova in regime di custodia cautelare agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico per il controllo telematico degli spostamenti.
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