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Livorno, la protesta: «Stop alla nave dei rifornimenti per Israele»

Livorno, la protesta: «Stop alla nave dei rifornimenti per Israele»<br>

In 200 al varco Zara: «Essere antifascisti è essere contro le guerre»

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LIVORNO. «Essere antifascisti oggi vuol dire combattere contro tutte le guerre, essere al fianco del popolo e della resistenza palestinese e al fianco di tutti i popoli oppressi». Con queste premesse, rilanciate anche dalla bacheca di Infoaut, ieri nel tardo pomeriggio almeno 200 persone hanno raccolto il nuovo appello del Gruppo autonomo portuali di Livorno e si sono radunate davanti ai cancelli del varco Zara. Obiettivo: «Bloccare l’arrivo della nave Chemical Traveller, che trasporta rifornimenti per e verso Israele».

Ieri sera la nave risultava in rada e i cancelli dell’area portuale sono rimasti chiusi. I motivi della protesta restano comunque sul tavolo: «La nave Chemical Traveller – è stato scritto alla vigilia – trasporta rifornimenti per l’entità sionista e quando carburante logistica e infrastrutture alimentano apparati militari e processi di devastazione, rompere quel flusso significa rifiutare che i porti, il lavoro e i territori diventino ingranaggi della guerra».

Una protesta rilanciata anche da Usb nel corso delle iniziative per il 25 aprile: «Chiudiamo questa giornata di lotta davanti al varco Zara. In questo momento, in rada, c’è una nave proveniente dal porto israeliano di Ashdod. Abbiamo risposto alla chiamata del gruppo autonomo portuali di Livorno. La nostra città non deve essere complice dello Stato genocida di Israele. Monitoreremo nelle prossime ore eventuali carichi di materiale petrolifero che potrebbero essere diretti in un porto israeliano. Invitiamo tutti e tutte a tenersi pronti per nuove possibili mobilitazioni». 

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