Il Tirreno

Livorno

I soccorsi

Rianimato in piazza da un carabiniere fuori servizio: «L’ho afferrato mentre si accasciava»

di Claudia Guarino
Le ambulanze della Misericordia di via Verdi
Le ambulanze della Misericordia di via Verdi

Livorno, Gabriele Patetta ha massaggiato per dieci minuti un 70enne in arresto cardiaco: il racconto

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LIVORNO. Quando l’ha visto arrivare ha subito capito che c’era qualcosa che non andava. Poi, all’improvviso, ha perso conoscenza. Lui l’ha preso al volo iniziando a effettuare il massaggio cardiaco e andando avanti per una decina di minuti. È così che Gabriele Patetta, carabiniere della seconda Brigata Mobile di Livorno in quel momento fuori dal servizio, ha salvato un settantenne colto da malore consegnandolo ai volontari della Misericordia di via Verdi che hanno poi trasportato l’anziano al pronto soccorso in gravi condizioni.

Il malore

È successo tutto nella serata di mercoledì 22 aprile nell’area di sgambamento per cani in piazza Magenta. Patetta era lì con il suo cane e a un certo punto, intorno alle 19, ha notato il settantenne. «È il padrone di un levriero nero e viene spesso lì – racconta il carabiniere –. A un certo punto mi sono voltato e ho visto che mi stava venendo incontro». Ma, arrivato a poca distanza da lui, l’anziano ha perso conoscenza dopo un malore e si è accasciato: il militare è intervenuto immediatamente.

Il soccorso

«L’ho afferrato, impedendogli di cadere, e l’ho adagiato a terra». Patetta ha frequentato il corso per le procedure di rianimazione e primo soccorso impartito dall’Arma, dunque sapeva cosa fare. Ha innanzitutto sistemato l’anziano in posizione di sicurezza, ma ben presto si è accorto che l’uomo aveva smesso di respirare e che era diventato cianotico. «Ho capito – racconta Patetta – che si trattava di un infarto e ho iniziato il massaggio cardiaco. Credo di essere andato avanti per una decina di minuti, poi alla fine una signora, che ha detto di essere una soccorritrice, mi ha dato il cambio».

L’ambulanza

Nel frattempo qualcuno ha chiamato il numero unico di emergenza 112 e la centrale operativa del 118 di Pisa e Livorno, arrivata la segnalazione, ha inviato in zona un’ambulanza della Misericordia di via Verdi. I volontari arrivati sul posto hanno quindi preso in carico il settantenne, che a un certo punto aveva dato segni di ripresa, stabilizzandolo e portandolo al pronto soccorso di Livorno in gravi condizioni. Sembra comunque che nella notte le condizioni dell’uomo siano migliorate e, per questo, non sarebbe in pericolo di vita.

«Fatto del mio meglio»

Certamente l’intervento immediato di Patetta, che l’ha massaggiato per dieci lunghi minuti, è stato fondamentale nel permettere al settantenne di riprendere conoscenza. «Io fatto il mio meglio – racconta il carabiniere –. Dieci minuti di procedure di rianimazione sono tanti è vero, ma lì per lì ho perso la cognizione del tempo. Pensavo solamente a quello che stavo facendo. La fatica poi l’ho accusata successivamente. La notte, devo dire la verità, non sono riuscito a dormire. Ho comunque saputo che secondo il cardiologo a salvare la vita dell’uomo è stata proprio la manovra iniziale di rianimazione».

La procedura

Questo perché quando si verifica un arresto cardiaco il fattore tempo è determinante. Iniziare immediatamente il massaggio cardiaco significa dare più possibilità al cuore di ripartire senza che il cervello rimanga privo di ossigeno per troppo tempo. Dunque una manovra immediata, con o senza l’utilizzo di un defibrillatore, può salvare vite.

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