Il Tirreno

Livorno

Salute

Allergie, ne soffre un livornese su quattro: sintomi, cure e i consigli della primaria di Pneumologia

di Martina Trivigno
Allergie, ne soffre un livornese su quattro: sintomi, cure e i consigli della primaria di Pneumologia

Spesso la rinite allergica è sottovalutata ma può incidere in modo significativo sulla vita quotidiana. La dottoressa Filomena Marrelli: «Patologia trasversale che colpisce tutte le fasce d’età, anche i bambini in caso di predisposizione genetica»

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un livornese su quattro soffre di allergia. La rinite allergica è oggi una delle condizioni più diffuse, spesso sottovalutata ma capace di incidere in modo significativo sulla vita quotidiana. A fare il punto è Filomena Marrelli, primaria di Pneumologia dell’ospedale di Livorno.

Dottoressa, quanto è esteso il fenomeno delle allergie primaverili?

«Parliamo di una quota molto rilevante della popolazione. La rinite allergica è in assoluto la forma più rappresentata tra le allergie respiratorie. È una condizione spesso percepita come lieve, ma in realtà ha un impatto importante sulla qualità della vita, soprattutto perché tende a essere persistente e molto invasiva nella quotidianità».

In che senso incide sulla vita di tutti i giorni?

«Incide sia sui sintomi, che possono occupare gran parte della giornata, sia sul riposo notturno. Dormire con il naso chiuso significa respirare male, svegliarsi frequentemente e non avere un sonno ristoratore. Questo si traduce in stanchezza, riduzione dell’attenzione e difficoltà di concentrazione durante il giorno. È un aspetto spesso sottovalutato, ma molto rilevante».

Siamo già nel pieno della stagione allergica o il peggio deve ancora arrivare?

«Ci stiamo arrivando. È sempre utile fare riferimento ai bollettini pollinici, che vengono aggiornati settimanalmente e fotografano la situazione reale. In questo momento vediamo un incremento significativo del polline di platano, che è tra i principali responsabili, insieme a concentrazioni ancora elevate di cipresso, soprattutto nelle zone collinari. Sono presenti anche quercia e nocciolo. I pollini tipici di questo periodo, come parietaria e olivo, sono in crescita, mentre le graminacee sono ancora in fase intermedia ma diventeranno più rilevanti nelle prossime settimane».

Le condizioni climatiche hanno un ruolo?

«Assolutamente sì. Gli sbalzi di temperatura che stiamo vivendo hanno mantenuto finora le concentrazioni un po’ più basse rispetto ai picchi attesi, ma il trend è chiaramente in salita. Con l’arrivo di temperature più alte e stabili, la concentrazione pollinica aumenterà in modo significativo».

Quali sono i sintomi più tipici della rinite allergica?

«Sono quelli ormai noti: rinorrea (naso che cola, ndr), congestione nasale, starnuti ripetuti. A questi si associano prurito nasale, oculare e spesso anche alle orecchie. La congiuntivite allergica provoca arrossamento, prurito e lacrimazione. Non va dimenticato il prurito alla gola, legato allo scolo retronasale, cioè al muco che scende posteriormente verso la faringe».

Come si distingue da una semplice rinite da raffreddamento?

«La rinite allergica dura molto più a lungo e ha caratteristiche diverse. Il secreto è più acquoso e persistente, e soprattutto è presente il prurito, che è meno tipico nelle forme infettive. Inoltre non si risolve spontaneamente in pochi giorni come un raffreddore».

Chi colpisce maggiormente?

«Tutte le fasce d’età. I bambini, soprattutto se hanno una predisposizione genetica, sono spesso tra i primi a manifestare i sintomi. Gli adulti naturalmente sono molto colpiti, ma anche gli anziani non ne sono esenti: è vero che con l’età i sintomi possono attenuarsi, ma non scompaiono. Anzi, negli anziani possono aggravare patologie respiratorie già presenti».

Quindi è una patologia trasversale?

«Esattamente. Colpisce tutta la popolazione. E questo la rende ancora più rilevante dal punto di vista sanitario».

Parliamo di prevenzione: cosa si può fare concretamente?

«La prevenzione non è sempre risolutiva, ma può aiutare. È importante evitare l’esposizione nelle ore di massima concentrazione pollinica, generalmente tra le 12 e le 16. Chi sa di essere allergico dovrebbe limitare l’attività fisica all’aperto in queste fasce orarie. Fondamentali anche i lavaggi nasali frequenti con soluzioni saline, che aiutano a rimuovere i pollini dalla mucosa».

Altri accorgimenti utili?

«Sì, utilizzare filtri antipolline nei veicoli e, quando si è esposti all’aperto, adottare barriere fisiche come occhiali da sole o mascherine. Durante il periodo del Covid abbiamo osservato chiaramente una riduzione dei sintomi allergici proprio grazie all’uso delle mascherine: è una dimostrazione concreta della loro efficacia nel limitare l’esposizione».

Veniamo alle cure: come si trattano queste forme?

«Il trattamento deve essere guidato dal medico. I farmaci principali sono i cortisonici locali, sotto forma di spray nasali, e gli antistaminici, sia topici sia per via orale. Prima di applicare qualsiasi terapia è fondamentale eseguire un’accurata igiene nasale, perché rimuovere i pollini migliora l’efficacia dei farmaci».

Gli antistaminici sono sicuri?

«Quelli di nuova generazione lo sono. Non attraversano la barriera emato-encefalica, quindi non provocano sonnolenza, che era uno degli effetti collaterali più comuni in passato».

Quali sono gli errori più frequenti dei pazienti?

«Il principale è il fai da te. Molti utilizzano farmaci da banco, in particolare spray vasocostrittori. Questi danno un sollievo immediato, ma nel giro di poche ore causano un effetto rebound, con un peggioramento della congestione. Un uso prolungato può danneggiare la mucosa nasale e creare una dipendenza dal farmaco».

Le allergie sono in aumento?

«Sì, in modo evidente. Aumentano sia i casi sia la durata e l’intensità dei sintomi. Il cambiamento climatico prolunga la stagione pollinica anche di un mese e mezzo rispetto al passato. L’inquinamento atmosferico, inoltre, rende i pollini più aggressivi: le polveri sottili possono legarsi a essi e amplificarne l’effetto irritante».

Esistono forme più gravi?

«Sì, come l’asma allergica, che però riguarda una percentuale più bassa della popolazione, inferiore al 10%. Questi pazienti sono spesso già seguiti e trattati. Il problema maggiore è rappresentato dai pazienti con rinite allergica non diagnosticata, che tendono a sottovalutare i sintomi e a gestirli in autonomia».

Un ultimo consiglio?

«Non sottovalutare i sintomi e non affidarsi all’automedicazione. Con una diagnosi corretta e una terapia adeguata è possibile controllare molto bene la malattia e migliorare sensibilmente la qualità della vita».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

L'evento

Il compleanno

Vespa compie 80 anni, la festa a Pontedera e gli auguri speciali dei lettori: «Il giro con mio figlio nel ricordo di mio padre»

di Alessandro Lazzerini e Redazione web

L'intervista

La Vespa compie 80 anni, il presidente Giani e il direttore del Tirreno: "Ha conquistato le nuove generazioni fino a oggi"

Speciale Scuola 2030