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Dopo il crollo

Livorno, il ponte collassato riaprirà con forti limitazioni: «Non subito per i Tir»

di Stefano Taglione
Il ponte riallineato (foto Stick)
Il ponte riallineato (foto Stick)

Slitta di un giorno rispetto alle previsioni iniziali la ripresa al traffico fra la Fi-Pi-Li e la Darsena Toscana: per i primi giorni sarà off-limits per i mezzi sopra le 3,5 tonnellate, deviati su viale Mogadiscio. Per i passaggi degli yacht si dovrà attendere un po' di più: il canale dei Navicelli resta isolato

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LIVORNO. L’impresa è riuscita: a meno di 48 ore dal cedimento – grazie alle tre super autogrù dell’azienda livornese Bettarini e al lavoro incessante dei tecnici della Città metropolitana di Firenze e della società Avr – il ponte che collega la Fi-Pi-Li alla Darsena Toscana è tornato in asse. In poche parole, dopo che venerdì 6 marzo era collassato su un pilastro durante le manovre di apertura, ora è riallineato: «Un intervento impegnativo – spiega Claudio Nardecchia, il presidente di Avr, gestore del “global service” della strada – visto che abbiamo dovuto effettuare numerose verifiche».

Il cronoprogramma

La riapertura avverrà mercoledì mattina, l’11 marzo, con un giorno di ritardo rispetto a quanto preventivato a causa delle complicazioni emerse e già risolte. Nel frattempo domenica 8 marzo, attorno alle 14,30, l’intervento di riposizionamento è stato ultimato con successo: «Siamo molto soddisfatti – le parole di Emma Donnini, sindaca di Fucecchio e consigliera metropolitana con delega alla Fi-Pi-Li – e presto inizieremo i test propedeutici alla riapertura».

Sicurezza garantita

«È importante chiarire – prosegue la Città metropolitana – come la rottura sia avvenuta in sicurezza, nel senso che, se esiste un margine di rischio che il meccanismo possa subire un’avaria, è pressoché nullo il rischio che un’avaria possa costituire un pericolo, né per la transitabilità veicolare soprastante al ponte, perché il flusso di traffico viene interrotto durante le operazioni di apertura, né per la navigabilità sottostante, perché le imbarcazioni vengono fatte passare solo quando l’impalcato raggiunge la posizione verticale (quella più sicura), né per gli operatori che gestiscono i meccanismi di apertura, perché lo fanno a distanza».

Forti limitazioni

Per i primi giorni ci saranno forti disagi: il traffico pesante, di fatto, resterà lontano. La Città metropolitana limiterà il transito dei mezzi alle 3,5 tonnellate. Per capire: un’auto pesa fra una e due. I Tir, quindi, saranno esclusi e dovranno passare dall’altro accesso, da viale Mogadiscio. La Darsena Toscana – quindi il terminal container Tdt, il principale del porto – continuerà a soffrire. Pochi giorni, almeno nei piani degli enti coinvolti.

I dettagli

Il lavoro, sebbene realizzato in tempi record, è stato più complicato del previsto perché «quando il ponte è venuto giù – le parole di Fabrizio Bettarini, il titolare dell’omonima impresa che ha effettuato i primi lavori – è rimasto incastrato nelle travi lato entroterra». Le manovre, lunghe, sono comunque riuscite alla perfezione. E non era scontato. Per questo dall’ipotesi di riapertura per martedì 10, si è arrivati allo slittamento a mercoledì 11 marzo: «Abbiamo il dovere – prosegue Donnini – di eseguire tutto a regola d’arte».

Il pistone da sostituire

Ci vorranno invece più giorni – almeno una decina, come anticipato dal Tirreno – per rendere il ponte nuovamente mobile e quindi fruibile per gli yacht che devono entrare e uscire dal canale dei Navicelli. Coinvolto l’intero indotto della cantieristica pisana, fiore all’occhiello dello Stivale, e di aziende leader come la labronica “Gas and Heat”, che produce serbatoi criogenici. Il pistone che ha ceduto, provocando il collasso, dovrà essere fabbricato ad hoc. Per questo i tempi non saranno immediati. Lo aveva spiegato, molto preoccupato, anche Mirko Benetti, il presidente della Port Authority di Pisa, che ha in gestione il canale artificiale, il quale al Tirreno aveva annunciato compensazioni per i cantieri, con l’azzeramento dei canoni della sosta in acqua per colore che avevano già comunicato movimenti per questi giorni. La speranza è che si possa fare presto: il cronoprogramma più preciso sarà fornito nei prossimi giorni.

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