Livorno, muore a 48 anni ex portiere e manager: trovato senza vita dal figlio
Ucciso da un infarto, lascia tre figli. Una vita con la maglia del Picchi, era responsabile della gestione e dello sviluppo delle vendite alla Lusben
LIVORNO. Un lutto improvviso. Una tragedia che ha scosso il mondo del calcio dilettantistico livornese e tutti coloro che conoscevano la famiglia, molto nota in città. Intorno alle ore 14 di ieri, 4 marzo, nella sua abitazione di Montenero, in via del Pino, ha perso la vita Francesco Figaro, 48 anni, padre di tre meravigliosi figli, cresciuti insieme alla moglie Chiara, che proprio ieri era di ritorno a Roma da una settimana negli Stati Uniti con il più piccolo dei tre maschi.
Quella chiamata senza risposta
Nel pomeriggio Figaro era atteso per un appuntamento dal figlio più grande, che lo ha chiamato ripetutamente, senza ricevere risposta. A quel punto si è precipitato immediatamente a casa, dove il padre era andato per pranzo. E lo ha trovato senza vita. Inutili i soccorsi giunti sul posto dopo la chiamata del figlio.
Il calcio
Uomo di sport, attentissimo al proprio fisico, aveva iniziato a giocare a sei anni nel Jamboree, per poi passare al Rosignano, quindi Figaro ha vestito la maglia delle giovanili del Livorno per sette stagioni, fino alla Berretti. Tra i senior aveva giocato nel Guasticce per dieci stagioni tra Eccellenza, Promozione e Prima Categoria. Nel 2009 il passaggio all’Armando Picchi, sotto la guida di Leonetto Lonzi e Sauro Brondi. A Banditella rimase per altre dieci stagioni, fino al ritiro nel 2019 all’età di 42 anni, davanti agli occhi dei suoi ragazzi, tutti amanti del calcio.
Nel 2018 ebbe un grave infortunio alla spalla, con operazione chirurgica a Milano per la ricostruzione dei legamenti, ma ebbe un recupero record per riuscire a tornare in campo nella stagione successiva, l’ultima della sua carriera. Tanti anni tra Eccellenza e Promozione che lo avevano reso una vera e propria istituzione nel mondo del calcio dilettantistico cittadino e regionale. In seguito, ha poi allenato le giovanili del club bianco-amaranto come preparatore dei portieri.
Il lavoro
Frequentatore dello stabilimento dei Bagni Roma, ad Antignano durante le estati livornesi, era molto apprezzato anche fuori dal calcio. In ambito lavorativo, era da sempre impegnato nell’ambito dei cantieri navali. Lunga la sua permanenza in Azimut Benetti, poi negli ultimi anni si era spostato all’Isola d’Elba, quindi nel periodo più recente come responsabile della gestione e dello sviluppo delle vendite alla Lusben, uno dei principali cantieri di yacht refit del bacino Nord Mediterraneo.
La famiglia e i ricordi
Lascia la moglie Chiara, con cui era sposato dal 2017, e i tre figli, da sempre cresciuti sui campi di calcio: Giorgio, 21 anni, oggi all’Academy Livorno in Seconda Categoria, Gianmarco di 14 che milita nell’Under 15 del Livorno, e Gregorio di 6. Oltre alla sorella Michela.
Nella sua carriera da portiere, sempre con il numero 1 sulle spalle, aveva oltre 800 presenze tra i Dilettanti. «Non posso vantare titoli, ma per circa 800 partite e anche a 42 anni mi sono sempre sentito giocatore», disse in un'intervista sul Tirreno di qualche anno fa. Chi lo conosceva, e a Livorno erano in tantissimi, con il dolore nel cuore, lo ha salutato così. Ricordandolo tra i pali in uno dei mille salvataggi della sua lunghissima carriera. I riccioli biondi al vento e la palla salvata prima di entrare in porta. Ciao Francesco, numero uno per sempre.
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