Livorno, morto nella pilotina speronata dallo yacht: aperta un’inchiesta per omicidio e naufragio – La verità nei video
La procura ha aperto un fascicolo per ora a carico di ignoti e ha delegato gli accertamenti alla Capitaneria di Porto
LIVORNO. Incredulità e tanto, tanto dolore. Il giorno dopo la morte di Niko Ulivieri, trentenne conduttore di pilotine rimasto intrappolato nella barca capovolta dopo lo speronamento in porto, non c’è voglia di parlare. C’è solo raccoglimento e cordoglio. Nel frattempo una squadra della Capitaneria di Porto sta portando avanti le indagini per ricostruire quanto accaduto martedì pomeriggio. In Procura c’è un fascicolo aperto contro ignoti con le ipotesi di reato di omicidio colposo e naufragio colposo e i militari, su delega del sostituto Niccolò Volpe, hanno acquisito i filmanti della telecamera installata a bordo dello yacht Calypso e hanno sentito il personale di bordo. Il tutto in attesa dell’autopsia. Ma andiamo con ordine.
Lo scontro
Secondo quanto ricostruito fino a ora risulta che Ulivieri, alla guida della pilotina, aveva appena accompagnato il pilota che doveva prendere servizio a bordo dello yacht Calypso. Dopo che è stata effettuata questa operazione c’è stato lo scontro tra le due imbarcazioni con la prua dello yacht che avrebbe colpito la pilotina sul fianco destro. A quel punto l’imbarcazione più piccola si è capovolta e il conduttore ci è rimasto intrappolato sotto probabilmente a causa del giubbotto salvagente che, gonfiandosi, gli avrebbe reso impossibile l’uscita.
L’autopsia
La salma, recuperata dai sommozzatori dei vigili del fuoco, è a disposizione del magistrato che quanto prima, dopo aver analizzato tutti gli atti, disporrà l’autopsia per determinare l’esatta causa della morte.
Le indagini
Parallelamente gli investigatori stanno lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti. Per questo hanno acquisito i video delle telecamere installate sullo yacht e hanno sentito l’equipaggio, compreso il pilota arrivato sul Calypso a bordo della pilotina che si è poi ribaltata. Finita a fondo, l’imbarcazione è stata poi recuperata e sequestrata. Lo yacht, invece, fino a ieri si trovava ancorato alla banchina 77. Al momento si indaga per omicidio colposo e naufragio colposo e il fascicolo è ancora a carico di ignoti.
«Commosso cordoglio»
Nel frattempo si moltiplicano i messaggi di cordoglio nei confronti della famiglia di Niko Ulivieri, il giovane conduttore che tra pochi giorni sarebbe diventato padre. Figlio e fratello di poliziotti, tre anni fa Ulivieri aveva vinto in concorso per entrare nel Corpo dei piloti del porto che adesso esprime, insieme a Fedepiloti «profondo e commosso cordoglio» dopo «una tragedia tremenda che colpisce duramente la famiglia dei piloti e l’intera comunità marittima livornese. La sua giovane età rende questo dolore ancora più profondo e difficile da accettare. Niko lascia il ricordo di un professionista serio e appassionato, collega leale e uomo di mare stimato».
«Commozione»
Profonda commozione è espressa anche dal prefetto di Livorno. «La perdita di una vita sul luogo di lavoro – dice Giancarlo Dionisi – rappresenta una tragedia che scuote profondamente l’intera comunità, tanto più quando a spezzarsi è il futuro di un giovane impegnato a costruire, con il proprio lavoro, un percorso di dignità e speranza. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve rappresentare una priorità inderogabile e un impegno condiviso, che chiama alla responsabilità istituzioni, imprese e parti sociali. Ogni vita spezzata sul lavoro è una ferita per l’intera collettività e richiama tutti a un rinnovato senso del dovere, affinché tragedie come questa non abbiano a ripetersi».
«Sia fatta chiarezza»
A domandare risposte è Stefano Di Bartolomeo, dell’associazione Anmil sezione di Livorno, che chiede alle istituzioni e agli organi competenti che «sia fatta chiarezza e che una volta per tutte sia affrontato il dramma quotidiano delle morti sul lavoro che non può più essere sottovalutato, altrimenti continueremo a vedere lavorati e lavoratrici non fare più ritorna a casa e intere famiglie distrutte da un dolore incancellabile». Ciò che è accaduto a Niko Ulivieri è «una tragedia che lascia un segno indelebile in tutti noi».
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