Dentro il festival
Villa Fabbricotti, bella senz’anima: tante transenne e parco trascurato
Livorno, anche l’ex casa del custode e il centro anziani da troppi anni in abbandono. L’oasi verde tra le più frequentate in città va a 2 velocità: a mantenerla viva le biblioteche, il Chioschino e l’area giochi
LIVORNO. In Villa Fabbricotti. Una passeggiata che a tratti diventa viaggio nel degrado. Con transenne che continuano a circondare il perimetro dell’ edificio. Per sicurezza. Da anni, ormai. Da quando nel 2022 caddero giù degli intonaci. L ’impressione di un progressivo abbandono si ha già dall’ingresso di viale della Libertà. Tra panchine rovinate, aree verdi trascurate, pozzanghere persistenti anche intorno alle sedute (durano giorni dopo la pioggia). In disuso da tempo e transennata anche la ex casa del custode. Non va meglio al centro sociale anziani Bruno Cosini, chiuso e vandalizzato, all’ingresso di piazza Roma.
È un peccato vederla così la bella Villa Fabbricotti. Con tutta la sua storia di origine medicea. La volle Ferdinando de' Medici come residenza extraurbana. Una signora d’altri tempi amatissima dai livornesi. Dagli studenti in biblioteca, si incontrano e studiano. Per non parlare del suo maxi parco verde tra viale della Libertà, via Roma e via Pirandello, che è il più frequentato della città. Anche da chi lo sceglie per fare sport e allenarsi agli attrezzi ginnici nel parco. Dai tanti anziani. È una signora d’altri tempi oggi segnata da criticità che emergono lungo il percorso.
La “casina delle fate”
Da viale della Libertà si incontra subito la ex casa del custode conosciuta da molti livornesi come la “casina delle fate”. Il “cottage svizzero” è chiuso, circondato da reti a protezione e da muri segnati da scritte, mentre la vegetazione cresce senza controllo fino a fondersi con la struttura. Le porte sono sbarrate da pannelli di legno. Nessun intervento in corso. Sul futuro della struttura, nel 2022, l’amministrazione era intervenuta pubblicamente e l’assessora Viola Ferroni, aveva dichiarato: «L’ex casa del custode di Villa Fabbricotti è inserita negli atti di programmazione del Comune come immobile oggetto di riqualificazione per uso culturale. Nessuna demolizione. Gli atti sono stati approvati in Consiglio comunale». A distanza di anni la casetta resta inutilizzata, senza la riqualificazione annunciata.
La villa storica
Poco più avanti la visuale si apre sulla villa storica, fulcro architettonico e simbolico del parco. All’esterno l’edificio storico è avvolto da transenne presenti da tempo, che ne accentuano l’aspetto di architettura decadente. I muri mostrano segni evidenti di degrado, con superfici rovinate e parti che appaiono compromesse. Nel giardino si notano materiali edili accatastati che occupano porzioni significative dell’area verde adiacente e interrompono la continuità degli spazi.
All’interno della villa gli ambienti risultano ordinati e ben mantenuti. Gli spazi aperti al pubblico sono funzionanti e in buone condizioni.
L’ex Bruno Cosini
Verso piazza Roma ecco un’altra struttura abbandonata che salta agli occhi. Da troppo tempo, ormai. Un tempo era il Centro sociale per anziani “Bruno Cosimi”: ha chiuso anni fa. È una delle strutture che, più chiaramente, restituiscono la sensazione di abbandono: muffa visibile sulle superfici, muri deteriorati e in parte scrostati, scritte sulle pareti e vegetazione che cresce anche sul tetto. Il centro è di proprietà comunale. In passato rappresentava un punto di riferimento per il quartiere e per una parte della popolazione anziana: offriva socialità e aggregazione. Oggi giace in cerca di un futuro.
Le aree verdi
Allontanandosi dagli edifici, il degrado si manifesta in modo più diffuso. Nelle aree verdi, al di fuori degli spazi centrali meglio mantenuti, in diversi punti il terreno appare sconnesso. A questo si aggiunge lo stato degli arredi urbani. Le panchine lungo i viali mostrano segni evidenti di usura: sedute rovinate, assi consumate, superfici deteriorate dagli agenti atmosferici. In alcuni casi la sosta è scomoda, in altri impraticabile quando le panchine sono circondate da pozzanghere che si formano proprio intorno alle sedute. Nel complesso, queste parti del parco restituiscono l’immagine di una manutenzione insufficiente, che incide sul decoro e sulla fruibilità degli spazi.
Quel che funziona
Per fortuna alcune aree esterne ed interne sono ben mantenute e continuano a garantire vitalità a Villa Fabbricotti durante tutto l’anno. Tra queste c’è la biblioteca dei ragazzi, situata nel parco della villa che insieme alla Biblioteca labronica all’interno dell’edificio principale sono spazi che rappresentano un presidio culturale stabile, frequentato da studenti, anziani e famiglie in ogni stagione.
Il Chioschino, poi, è un punto di riferimento quotidiano. Di socialità, servizi e iniziative soprattutto con la bella stagione. Biblioteca, bar e parco giochi costituiscono così gli spazi che, insieme, tengono viva la villa. Ne emerge l’immagine di Villa Fabbricotti, gestita quasi a due velocità.
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