La tragedia
Livorno, massacra di botte una sedicenne e manda le foto intime agli amici
Rinviato a giudizio un 26enne accusato di aver rivolto minacce gravi alla giovane e di aver tentato di colpirla in discoteca con un casco: «Ammazzo te e la tua famiglia»
LIVORNO. Un ventiseienne tunisino è stato rinviato a giudizio per atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata, oggi diciassettenne: nel corso del tempo l’avrebbe presa a pugni, schiaffi e calci, anche mentre era a terra indifesa, minacciando di ucciderla e diffondendo gli amici foto intime risalenti alla loro relazione sentimentale. Il giudice ha disposto il processo accogliendo la richiesta della procura.
L’accusa
Secondo l’impostazione accusatoria, il giovane avrebbe messo in atto una serie di condotte reiterate, sia durante la relazione sentimentale con la ragazza sia dopo la fine del rapporto, tali da provocarle «un perdurante e grave stato di ansia e di paura» e un fondato timore per la propria incolumità. L’imputazione è quella prevista dall’articolo 612 bis del codice penale, il cosiddetto reato di stalking, aggravato dalla minore età della persona offesa all’epoca dei fatti. Nel capo d’accusa vengono ricostruiti diversi episodi. Durante la relazione, secondo la denuncia, la giovane sarebbe stata più volte aggredita fisicamente nel corso di discussioni: schiaffi al volto, un pugno a un occhio e calci mentre si trovava a terra. Una escalation che, sempre stando alla ricostruzione della procura, sarebbe proseguita anche dopo la rottura.
Le minacce
Il giovane, infatti, si sarebbe presentato ripetutamente sotto l’abitazione della ragazza, colpendo la porta con pugni e, in un’occasione, arrivando a danneggiarla. In un episodio avrebbe minacciato lei e il nuovo fidanzato brandendo un coltello. Non solo. Agli atti compaiono anche contestazioni relative alla diffusione di immagini intime della giovane - scattate durante la relazione - che sarebbero state inviate ad amici della stessa. Tra i passaggi più gravi ricostruiti nell’inchiesta figura un messaggio audio, inviato tramite un profilo social nell’agosto dello scorso anno, con il quale l’imputato avrebbe minacciato di uccidere la ragazza e il suo nuovo compagno qualora si fossero recati in una discoteca cittadina. E proprio all’esterno del locale, pochi giorni dopo, si sarebbe verificato un ulteriore episodio: il ventiseienne, dopo aver appreso della presenza dell’ex, avrebbe iniziato a urlare frasi offensive e minacciose, promettendo di pubblicare altre immagini intime e di farle del male una volta rientrata a casa: «Ammazzo te e la tua famiglia, quando stasera torni mi trovi sotto casa tua e ti ammazzo». In quel frangente, sempre secondo l’accusa, avrebbe anche tentato di colpirla con un casco. L’intervento delle forze dell’ordine, chiamate dalla stessa minorenne, avrebbe evitato conseguenze ulteriori.
Parte civile
La giovane, assistita dall’avvocata Angie De Santi Simonini, all’ultima udienza in camera di consiglio si è costituita parte civile. Il giudice dell’udienza preliminare, non essendo stato proposto alcun rito alternativo, ha disposto il rinvio a giudizio
