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Livorno, insegue il truffatore alle Sorgenti e recupera i gioielli dopo la truffa

di Stefano Taglione
Un'anziana truffata (foto d'archivio)
Un'anziana truffata (foto d'archivio)

Il malvivente si era finto un carabiniere chiedendo alla donna di verificare i monili. Il vicino sente le urla e impedisce al ladro di scappare coi preziosi

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LIVORNO. È stata raggirata da due falsi carabinieri prima al telefono, poi dal vivo in via delle Sorgenti: «Signora c’è stato un furto in una gioielleria e dobbiamo verificare l’oro sottratto che è molto simile al suo, lo raduni subito in un sacchetto che passiamo a controllarlo. Inoltre la macchina con cui i ladri sono scappati ha il suo numero di targa», queste le frasi pronunciate attraverso la cornetta e poi una volta fatto accesso nell’appartamento del quartiere nord.

Il lieto fine

È grazie alla prontezza di riflessi di un vicino di casa che un’anziana livornese è riuscita a salvare i suoi preziosi. Il dirimpettaio, sentendola urlare, ha rincorso prima sulle scale del condominio poi in strada il malvivente, riuscendo a strappargli lo zaino dalle spalle e recuperando tutto. Lui, purtroppo, è invece riuscito ad allontanarsi, ma la sua fuga potrebbe durare poco visto che diverse persone lo hanno visto in faccia e hanno raccontato tutto agli investigatori. Si spera, quindi, che presto possa essere identificato e denunciato.

Cosa è successo

Ma partiamo dall’inizio. La signora, in quel momento da sola in casa, riceve la telefonata della discordia con un numero anonimo e mentre il falso carabiniere sta cercando di guadagnare la sua fiducia spiegandole che di lì a poco dall’abitazione di via delle Sorgenti – un quartiere che da giorni è nel mirino dei ladri, che hanno cercato di svaligiare diversi fra negozi e attività commerciali – passerà un suo collega per verificare la corrispondenza con i preziosi rubati, ecco che il complice suona e la donna apre la porta. A questo punto, mentre chi è alla cornetta continua a distrarre l’anziana, l’altro agisce prendendo tutto l’oro che la signora stava radunando in una tovaglia usata come busta e scappa. A questo punto la donna, che pensava che si trattasse semplicemente di un controllo da parte di reali militari dell’Arma in borghese, butta giù e urla. Il vicino però esce dal suo appartamento e scatta l’inseguimento.

Il recupero

Una fuga, quella del truffatore, che per fortuna non va a buon fine. Il tutto grazie all’abitante del palazzo, vicino di casa della vittima, che ha deciso di non girarsi dall’altra parte ed entrare in azione per aiutare la donna. Dopo essere riuscito ad allontanarsi dal condominio il ladro viene infatti raggiunto in strada e privato dello zaino all’interno del quale aveva nascosto i monili, probabilmente per un valore economico diverse migliaia di euro. Poi riesce a scappare con ogni probabilità ricongiungendosi a un’altra persona che guidava una macchina, facendo perdere le sue tracce (si spera solo temporaneamente).

Le indagini

Sul posto sono intervenuti sia gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, che i colleghi della Squadra mobile di via Fiume, coordinati dal vicequestore aggiunto Riccardo Signorelli. Ad avvertirli, attraverso il 112, il vicino di casa dopo aver recuperato oro e gioielli. L’obiettivo dei poliziotti è dare un volto e un nome a chi si è presentato alla porta, per poi cercare di risalire al complice che aveva telefonato. Un caso analogo di truffa, purtroppo nell’occasione messa a segno, era avvenuto – come riportato dal Tirreno – venerdì 13 febbraio in un appartamento di via Verdi, in centro, dove un’ottantenne livornese era stata derubata di anelli e catenine d’oro e il suo vicino di casa intervenuto per difenderla attirato dalle urla aggredito dall’uomo che poi si è dato alla fuga con i preziosi. «Dobbiamo passare da casa perché con la sua auto è stato fatto un furto», aveva spiegato al telefono un malvivente, spacciandosi anche in questo caso per carabiniere. «Non so spiegarmi come mai queste persone siano riuscite a ingannarci in questo modo. Si sono spacciate come falsi militari dell’Arma – le parole del marito dell’ottantenne, raggiunto dal Tirreno – hanno detto che era stato commesso un furto con la mia macchina, ma io in realtà l’ho da tempo venduta, non ce l’ho più». «Soldi non ne hanno presi, non ce ne sono – aveva invece raccontato la signora – e se vogliono tornare io li aspetto qui all’uscio, sulla soglia. Consiglio a tutti di non aprire mai la porta, questi sono dei delinquenti: polizia e carabinieri non arrivano senza preavviso, comunque non telefonano».

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