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Livorno, stretta sulla sicurezza a scuola: ecco cosa cambia

di Martina Trivigno
Livorno, stretta sulla sicurezza a scuola: ecco cosa cambia

Bullismo e droga: tavolo permanente in Prefettura per prevenzione e controlli. Coinvolti i presidi degli istituti superiori

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LIVORNO Tenere bullismo, spaccio di droga e, più in generale, la violenza lontano dai cancelli delle scuole livornesi. E allo stesso tempo prevenire e intercettare il prima possibile eventuali comportamenti aggressivi o violenti tra studenti, intervenendo prima che le situazioni degenerino. Con questo obiettivo la Prefettura ha attivato un tavolo permanente per monitorare la sicurezza negli istituti scolastici e coordinare azioni preventive insieme ai dirigenti scolastici, alle forze dell’ordine e alle istituzioni locali.

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito in Prefettura alla presenza della provveditrice agli studi Cristina Grieco, della vicesindaca Libera Camici e dei vertici provinciali delle forze di polizia. L’incontro ha rappresentato il primo passo operativo per l’attuazione sul territorio della direttiva congiunta dei ministri Giuseppe Valditara (Istruzione e Merito) e Matteo Piantedosi (Interno), che punta a rafforzare il coordinamento tra scuola e apparati dello Stato sul tema della sicurezza, in modo da potenziare prevenzione, vigilanza e interventi mirati, intercettando precocemente segnali di disagio. Non solo: contrastando fenomeni come atti di bullismo reiterati, spaccio di sostanze stupefacenti e comportamenti violenti tra studenti. Un’azione che mira a garantire scuole più sicure e comunità educative protette, anche attraverso un dialogo costante tra le diverse istituzioni coinvolte.

Il ruolo centrale dei presidi

La provveditrice Grieco ha annunciato che incontrerà a breve tutti i dirigenti degli istituti secondari di secondo grado della provincia per acquisire un quadro completo delle singole realtà scolastiche: l’appuntamento è già fissato per mercoledì 11 febbraio. «Per l’avvio delle attività preventive sarà centrale il ruolo dei dirigenti scolastici, chiamati a segnalare eventuali situazioni meritevoli di intervento – spiega Grieco –. Per questo li incontrerò a breve per effettuare una “mappatura” delle diverse situazioni a livello provinciale».

Un passaggio ritenuto fondamentale per calibrare gli interventi in base alle specificità dei singoli istituti e dei contesti territoriali, evitando soluzioni generalizzate e puntando invece su azioni mirate e proporzionate.

Al termine dell’incontro, il prefetto Giancarlo Dionisi ha inoltre diramato una circolare ai sindaci della provincia, invitandoli a sensibilizzare le amministrazioni comunali e a svolgere un primo screening degli istituti presenti nei rispettivi territori: ai Comuni viene chiesto di segnalare eventuali criticità e livelli di rischio, in un’ottica di collaborazione istituzionale e di responsabilità condivisa tra tutti i soggetti coinvolti.

La direttiva Valditara-Piantedosi

In pratica, la direttiva dei ministri sottolinea come il tema della sicurezza scolastica non possa limitarsi ai confini degli edifici, ma debba estendersi anche alle aree circostanti e ai momenti di ingresso e uscita degli studenti. Sul fronte dei controlli (tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio prudente ed equilibrato) in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica potrà essere valutata l’adozione di misure graduate secondo un livello di intervento crescente per gli istituti che presentino specifici profili di criticità. E nei casi più gravi potrà essere disposto anche l’utilizzo di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, compresi dispositivi come il metal detector. Si tratta, viene precisato, di ipotesi estreme: l’auspicio condiviso da istituzioni e forze dell’ordine è che non si arrivi mai a queste misure. «L’istituzione di questa sede di confronto permanente – aggiunge il prefetto Dionisi – nasce direttamente dalla direttiva dei ministri Valditara e Piantedosi, che ringrazio per l’azione ferma, equilibrata e lungimirante impressa a livello nazionale. Si tratta di una direttiva importante, che rafforza la presenza dello Stato nei territori e nelle scuole, coniugando prevenzione, ascolto e sicurezza».

Il tavolo opererà dunque come sede stabile di analisi, coordinamento e monitoraggio, coinvolgendo anche i servizi sociali e personale sanitario. Con questa iniziativa Livorno punta a dare una risposta concreta ai fenomeni di violenza e spaccio che minano la vita scolastica, mettendo al centro la sicurezza degli studenti attraverso la collaborazione tra istituzioni, dirigenti scolastici, famiglie e forze dell’ordine. «In questa direzione – conclude la provveditrice Grieco – è fondamentale rivedere il patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia: solo così sarà possibile raggiungere l’obiettivo comune rappresentato dal benessere dei nostri ragazzi».l

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