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Melanoma, 400 casi in un anno a Livorno. Giovanni Bagnoni: «Ecco come si può prevenire» – Video

di Martina Trivigno
Melanoma, 400 casi in un anno a Livorno. Giovanni Bagnoni: «Ecco come si può prevenire» – Video

I consigli del noto dermatologo per proteggersi dal sole: «L’età media dei pazienti a cui viene diagnosticato un melanoma è compresa nella fascia tra i 40 e i 65 anni»

15 giugno 2024
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LIVORNO. Quattrocento casi in più di melanomi nell’ultimo anno a Livorno. Giovanni Bagnoni, direttore della struttura di Dermatologia di Livorno e Massa Carrara e responsabile della Melanoma skin cancer unit dell’Asl Toscana nord ovest, è in prima linea contro un nemico che da queste parti non dà tregua. Non è solo un problema livornese, ma qui in effetti i numeri sono più alti che altrove. «Si parla di una percentuale tre-cinque volte più elevata rispetto alla media europea – sottolinea il dermatologo – E se a livello italiano l’incidenza è di 20 casi ogni 100mila residenti per anno, a Livorno sale a 50-70 casi».

Dagli anni’80 in poi

Sole, mare e poca (per non dire zero) protezione. Per il dottor Bagnoni, il conto (salato) che oggi stanno pagando i livornesi affonda le radici negli anni Ottanta. In pratica, il boom di melanomi è il risultato di un’esposizione scellerata ai raggi ultravioletti fin da bambini. «L’età media dei pazienti a cui viene diagnosticato un melanoma è compresa nella fascia tra i 40 e i 65 anni, quasi equamente ripartiti tra uomini e donne – sottolinea il medico – Sia chiaro: questi casi che si manifestano oggi risalgono a 30 anni fa, colpa delle troppe ustioni solari che hanno intaccato la struttura cellulare».

La cura

È vero, i numeri sono molto alti, ma c’è anche una buona notizia. «La metà dei casi di melanoma sono curabili con un intervento che dura meno di dieci minuti e che garantisce una guarigione al 100% – precisa il direttore della struttura di Dermatologia di Livorno – Gli stessi melanomi intercettati un anno dopo ci costringerebbero a una chirurgia maggiore, radioguidata e poi alle terapie seguenti, tra cui quelle monoclonali, che sono straordinarie rispetto ad anni fa».

Obiettivo prevenzione

La diagnosi precoce resta ad oggi il modo migliore per giocare d’anticipo con i tumori della pelle e arrivare più facilmente a una guarigione totale. «I livornesi prendono ancora tanto sole, ma in compenso hanno imparato a farsi controllare e in questo modo riusciamo a intercettare i tumori quando ancora sono piccoli – aggiunge Bagnoni – L’altro aspetto fondamentale, infatti, consiste nella prevenzione primaria esponendosi nel modo corretto ai raggi ultravioletti, sia naturali che artificiali. Non dobbiamo mai dimenticare che le ustioni solari sono direttamente correlate allo sviluppo dei melanomi: se le ustioni sono ripetute, il rischio è quello che il Dna delle cellule della pelle abbia subito un danno, che nel tempo può dare vita a tumori».

Carcinomi in crescita

Non solo melanomi, però. Secondo quanto spiegato da Bagnoni, sono in crescita – e tanto – anche i carcinomi cutanei. «Parliamo di 5mila carcinomi basocellulari all’anno (noduli superficiali a lento accrescimento derivata da alcune cellule epidermiche, ndr) e 1.000 carcinomi spinocellulari (tumori della pelle che colpiscono le cellule squamose dell’epidermide)».

Le buone pratiche

«Chi deve fare più attenzione sono le persone con pelle, occhi e capelli chiari, chi ha molti nei e ha una storia familiare di melanoma, chi ha avuto molte scottature, in particolare nei primi 15 anni di vita, e chi si abbronza nelle cabine Uva. Poiché i melanomi possono svilupparsi da un neo già presente, è fondamentale controllare la comparsa di nuovi nei, ma anche fare attenzione ai cambiamenti di forma, dimensioni e colore», sottolinea Bagnoni. Ora, con l’estate alle porte e la fine delle scuole, i genitori e i nonni portano i bambini in spiaggia, ma ci sono alcune buone pratiche da seguire per evitare le ustioni. «Fondamentale è la scelta della crema protettiva che è bene che sia sempre superiore a 20 – conclude il responsabile della Melanoma skin cancer unit – e poi prendere poco sole e, soprattutto, prendere il migliore, dunque prima delle 11 e dopo le 16. È fondamentale educare i bambini alla corretta esposizione al sole e in questa direzione la famiglia e anche gli insegnanti ricoprono un ruolo centrale. Il senso è educare per evitare i melanomi che tuttavia fino al 2040-2050 continueranno a crescere: a quel punto, però, saranno adulti i bambini che hanno genitori più coscienti e oggi mettono loro magliette e protezioni». Infine, attenzione agli occhi. «Un’errata esposizione ai raggi solari può anche essere la causa della cataratta», conclude il dermatologo.

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