Il Tirreno

Livorno

L'incidente

«La Madonna ha evitato la strage». Danni all'Apparizione: parla il priore

di Stefano Taglione
I danni al cancello e al muro dell'Apparizione
I danni al cancello e al muro dell'Apparizione

Don Luca Giustarini e il cancello sfondato della chiesa: si cerca la persona alla guida dell'auto, che è poi fuggita dopo averla caricata su un carroattrezzi

05 dicembre 2023
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LIVORNO. «Se non è esploso tutto è un miracolo. Livorno deve ringraziare la Madonna, perché ha fatto sì il gas non prendesse fuoco. Sarebbe bastata una scintilla, un qualcosa del genere, anche perché la perdita prima che ce ne accorgessimo è andata avanti per quasi due giorni. Cosa direi all’automobilista se lo avessi davanti? Che gli incidenti capitano a tutti, e non bisogna mettere nessuna persona alla gogna, ma bisogna anche pensare agli altri, serve una corresponsabilità civile e lui avrebbe dovuto quantomeno avvertire i carabinieri dopo quanto accaduto. Perché poteva davvero succedere una tragedia inenarrabile».

A parlare è don Luca Giustarini, il priore di Montenero, che nella mattinata di lunedì 4 dicembre recandosi come spesso fa alla chiesa dell’Apparizione ha scoperto il cancello e il muro sventrato dallo schianto di una macchina e, soprattutto, un’importante perdita di gas che i tecnici di Asa, sollecitati dai carabinieri, hanno subito tamponato. I lavori dovranno partire a breve, perché i danni sono enormi, mentre i militari dell’Arma stanno cercando di risalire al colpevole: un testimone ha raccontato di aver notato, nella mattinata di sabato 2, un carroattrezzi rimuovere un’auto proprio lì. Ed è da questa pista che dalla caserma di Montenero i carabinieri si stanno muovendo per dare un volto e un nome al proprietario della macchina “impazzita”, dopo aver comunque contattato il pronto soccorso per sapere se qualcuno, in quelle ore, si era presentato al triage raccontando di essere stato protagonista di un incidente stradale.

Don Luca, secondo lei è un miracolo.

«Sì, con una perdita di gas del genere sarebbe potuto esplodere tutto. Sarebbe bastata una scintilla, o una macchina che per sbaglio fosse passata sopra la conduttura, e sarebbe esploso tutto. La Madonna ci ha concesso la sua grazia, dobbiamo ricordarcene».

Ha saputo qualcosa in più dai carabinieri che stanno indagando sull’accaduto?

«Per il momento no, ho presentato denuncia e sto aspettando di sapere anche io qualcosa. In ogni caso c’è una persona che ha visto tutto, quindi sappiamo che sabato scorso, di mattina, un carroattrezzi ha soccorso un automobilista, lo stesso che ha danneggiato il cancello».

I danni sono enormi.

«Certo, con la ditta e il fabbro dobbiamo ancora quantificarli, ma di sicuro sono grossi. Per di più c’è tutta la parte di Asa, relativa alla conduttura, che compete a loro ed è importante. Comunque i muri si riparano, i cancelli anche. Qui il problema era più che altro la perdita di metano, che avrebbe potuto provocare un’esplosione. Ha rischiato la vita anche l’automobilista, la Madonna ha graziato in primis lui, poi tutti noi».

Cosa gli vuol dire a questa persona?

«Che è stata incosciente, perché avrebbe dovuto chiamare i carabinieri e raccontare dell’incidente. Magari non sapeva di aver rotto la conduttura, ma dopo schianti del genere è chiaro che non puoi scappare. Lo fa un bambino, non un adulto: così significa vivere nell’omertà e nel nascondiglio. Non si può. Si fa parte di una comunità e si deve avere una responsabilità civile. Spero che questa persona si renda conto del suo errore e ringrazi la Madonna». l




 

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