Economia
Milano-Cortina: doping con iniezioni sul pene – Il sospetto e a cosa serve
L’ipotesi, lanciata inizialmente dal tabloid tedesco Bild, è stata accolta con stupore anche dal presidente della Wada, Witold Banka, che ha promesso verifiche pur mantenendo un tono prudente
A pochi giorni dall’apertura ufficiale delle Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina 2026, il mondo del salto con gli sci finisce al centro di un caso che ha dell’incredibile. Il dibattito sul doping, che puntualmente si riaccende prima di ogni grande evento sportivo, questa volta si intreccia con un sospetto che sta facendo il giro dei media internazionali: alcuni atleti avrebbero trovato un modo del tutto inedito per ottenere un vantaggio aerodinamico in gara. Secondo quanto riportato da diversi quotidiani stranieri, tra cui il New York Times, ci sarebbe chi sarebbe disposto a ricorrere a iniezioni di acido ialuronico nei genitali per alterare le misurazioni delle tute da gara. L’ipotesi, lanciata inizialmente dal tabloid tedesco Bild, è stata accolta con stupore anche dal presidente della Wada, Witold Banka, che ha promesso verifiche pur mantenendo un tono prudente.
Perché questa tecnica darebbe un vantaggio
Il meccanismo, per quanto surreale possa sembrare, si basa su un punto reale del regolamento: le tute dei saltatori vengono controllate con scanner 3D che misurano con precisione millimetrica il corpo dell’atleta. Una maggiore “sporgenza” nella zona inguinale permetterebbe di ottenere una tuta leggermente più ampia. E nel salto con gli sci, pochi centimetri di stoffa in più possono tradursi in metri guadagnati in volo. Studi scientifici citati dai media tedeschi indicano che un aumento minimo dell’ampiezza della tuta può portare a un miglioramento significativo della distanza. Il professor Kamran Karim, del Maria‑Hilf Hospital di Krefeld, ha confermato che l’acido ialuronico può effettivamente produrre un ingrandimento temporaneo e visibile.
Nessun nome, ma massima attenzione
Al momento non esistono prove né atleti coinvolti. La Wada ha fatto sapere di non aver ricevuto segnalazioni ufficiali, ma ha ribadito che qualsiasi pratica finalizzata ad alterare le prestazioni, anche se non rientra nelle sostanze vietate, può essere valutata come doping se modifica in modo artificiale le condizioni di gara.
Un ambiente già scosso da altri scandali
Il salto con gli sci non arriva a Milano‑Cortina nel suo momento migliore. Solo poche settimane fa la federazione norvegese ha sospeso due allenatori e un tecnico delle attrezzature per aver manipolato le tute dei propri atleti, inserendo cuciture non consentite nella zona del cavallo per aumentarne la superficie. Le immagini delle modifiche, riprese di nascosto, hanno portato a squalifiche di 18 mesi. Il caso delle presunte iniezioni, se confermato, aprirebbe un fronte completamente nuovo: non più solo tute “truccate”, ma interventi sul corpo dell’atleta per aggirare i controlli.
