Il Tirreno

Gusto

Gambero Rosso, tutte le pizzerie premiate tra Ferrara, Modena e Reggio Emilia

Samuele Govoni
Gambero Rosso, tutte le pizzerie premiate tra Ferrara, Modena e Reggio Emilia

Dai Tre Spicchi alle insegne con un solo riconoscimento: ecco i locali selezionati dalla guida 2027

3 MINUTI DI LETTURA





Roma Metti una sera a cena. O anche a pranzo, perché no? Quando si parla di pizza, è difficile dire che un momento sia meglio di un altro. Anche quest’anno il Gambero Rosso ha selezionato le insegne che si distinguono per qualità e ricerca. Il 26 ottobre a Roma è stata presentata la nuova guida Le Migliori Pizzerie d'Italia 2027: sono 824 i locali selezionati, con 112 novità. Il massimo riconoscimento, quello dei Tre Spicchi, è andato a 120 insegne: 105 pizzerie al piatto e 15 al taglio. Gli Spicchi, da uno a tre in base al livello di eccellenza, vengono assegnati sia alle pizzerie al piatto sia a quelle al taglio. La valutazione tiene conto della qualità del prodotto, dell’accoglienza e della personalità complessiva del progetto.

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, sono quattro le insegne che hanno ottenuto il massimo riconoscimento: una a Bologna, una a Ravenna, una a Reggio Emilia e una a Ferrara. Ma la guida non si ferma ai Tre Spicchi: i riconoscimenti vanno da uno a tre. Quali sono, quindi, le pizzerie inserite nella guida nelle province di Ferrara, Reggio Emilia e Modena? Scopriamole.

Ferrara

Sono due le pizzerie ferraresi inserite nella guida, entrambe situate nel centro storico. ME ha ottenuto tre Spicchi. Nella descrizione si legge: “L’approccio quasi maniacale di Filippo Venturi (il pizzaiolo, ndr) alla selezione del prodotto, valorizzato con rigore e sensibilità gastronomica”.

Due Spicchi, invece, per Settantatre%. “Il nome – si legge nella descrizione – deriva dalla percentuale di idratazione dell’impasto, quella qui ritenuta ideale per una pizza gradevole e di qualità, realizzata con farine semintegrali e lievito madre”.

Reggio Emilia

Sono tre le pizzerie reggiane selezionate, con riconoscimenti che vanno da uno a tre Spicchi. A ottenere il massimo riconoscimento è Piccola Piedigrotta, premiata con tre Spicchi. Nella descrizione si legge: “Sbalorditiva la ricerca sui pomodori, che ha impegnato Giovanni Mandara attraverso lo studio di oltre dieci varietà, e chicche come il caciocavallo stagionato otto mesi, con un limone sfusato non trattato, posto all’interno, che conferisce alla pizza, intriganti note agrumate”. Due Spicchi per Alessandro Servidio Pizza Experience. “La proposta – si legge sul Gambero Rosso – parte dalla tradizione napoletana, ma trova una propria identità grazie a una costante ricerca sugli impasti e a una selezione rigorosa delle materie prime”. Infine, Piedigrotta 2 entra nella guida con uno Spicchio. “L’impasto, realizzato con metodo diretto e lasciato maturare a lungo, regala una consistenza soffice e leggera, un’alveolatura ben sviluppata e una piacevole fragranza”.

Modena

Sono cinque le pizzerie modenesi inserite nella guida, tutte premiate con due Spicchi. In città si parte da La Lanterna, per la quale il Gambero Rosso sottolinea: “La carta della Lanterna è sempre in evoluzione, con tre pizze fuori menu ogni settimana, insieme alle immancabili classiche”. Tra le insegne premiate c’è anche Vesuvio. La guida ricorda: “Quattro decadi nelle quali gli ambienti sono stati rinnovati, i menu aggiornati, i fornitori ulteriormente selezionati, senza rinunciare al forno a legna e alla calorosa accoglienza campana”.

Spostandosi in provincia, a Nonantola si trova La Smorfia. “Un’insegna consolidata, guidata da Giulia Gasparini, con una ricetta per l’impasto, che ha oltre mezzo secolo, ricevuta in eredità dalla compianta mamma Rosa, a cui è dedicato il menu”. A Montalto (frazione di Montese, sull’Appennino) c’è La Vecchia Scuola, dove “Luca Gianferrari non molla mai ed è pieno di idee, anche per sottrazione, come quella di non servire carni di manzo (da quest’anno)”. Completa il quadro provinciale Zerocinquenove, a Carpi. La guida descrive così il locale: “Al timone i fratelli Daniele e Marco Giordano, insieme al cugino Gaetano Falcone, seconda generazione di una famiglia di ristoratori originari di Corbara. Un’insegna che conserva un’identità precisa, mescolando con garbo la cultura gastronomica amalfitana a quella emiliana”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

La cronaca flash

Italia

Attacco hacker alla Camera dei Deputati: nel mirino anche la mail di Giorgia Meloni

di Redazione web
Il progetto Scuola 2030