Il Tirreno

L’annuncio

Heineken licenzia 6mila lavoratori: a rischio migliaia di posti anche in Italia – La causa è una moda dilagante tra i giovani

di Redazione web

	Licenziamenti per i lavoratori Heineken 
Licenziamenti per i lavoratori Heineken 

L’amministratore delegato Dolf van den Brink ha illustrato il piano durante la presentazione dei risultati 2025

3 MINUTI DI LETTURA





La crisi che sta attraversando il settore delle bevande alcoliche colpisce anche uno dei marchi più riconosciuti al mondo. Heineken ha annunciato un piano di riduzione del personale che, nei prossimi due anni, potrebbe portare al taglio di 5.000‑6.000 posti di lavoro a livello globale. Una decisione che arriva in un momento di trasformazione profonda del mercato e che coinvolge potenzialmente anche l’Italia, dove il gruppo impiega circa 2.000 lavoratori.

Perché Heineken taglia: i giovani bevono sempre meno

Il nodo principale è il cambiamento delle abitudini di consumo. Le nuove generazioni stanno progressivamente abbandonando birra, vino e superalcolici, preferendo alternative analcoliche o a bassa gradazione. Un trend che sta mettendo sotto pressione l’intero comparto e che costringe i grandi produttori a investire pesantemente in nuove linee di prodotti “zero”. Negli Stati Uniti, uno dei mercati più strategici, solo il 20% dei nati dopo il 1995 consuma alcol con regolarità, contro il 30% delle generazioni precedenti. Un dato che spiega bene la portata del problema.

Il piano annunciato

L’amministratore delegato Dolf van den Brink ha illustrato il piano durante la presentazione dei risultati 2025. I tagli interesseranno quasi tutti i Paesi in cui il gruppo è presente, con un’unica eccezione: il quartier generale nei Paesi Bassi, che sarà toccato solo marginalmente. Heineken conta 87.000 dipendenti nel mondo e non esclude interventi in nessuno dei suoi stabilimenti internazionali.

Gli stabilimenti italiani: 2.000 lavoratori

In Italia il gruppo opera con quattro siti produttivi:

  • Assemini (Cagliari)
  • Comun Nuovo (Bergamo)
  • Massafra (Taranto)
  • Pollein (Aosta)

Da questi impianti escono marchi storici come Birra Moretti, Ichnusa, Dreher e Birra Messina. Al momento non ci sono indicazioni specifiche sui possibili impatti occupazionali nel nostro Paese, ma la preoccupazione tra i lavoratori è inevitabile.

Risultati 2025: utili in crescita, ma vendite in calo

Paradossalmente, l’annuncio dei tagli arriva in un anno che, dal punto di vista finanziario, non è stato negativo:

  • 29 miliardi di euro di ricavi netti
  • utile operativo superiore alle attese ma volumi di vendita in calo dell’1,2%

Un segnale che il mercato sta cambiando più velocemente della capacità delle aziende di adattarsi. La Borsa ha reagito premiando il piano di riduzione dei costi: il titolo è salito del 3,9% ad Amsterdam, toccando quota 77,50 euro.

Un settore in trasformazione

Il ridimensionamento del personale non è quindi solo una misura di efficienza, ma la risposta a un cambiamento strutturale: i consumatori più giovani stanno riscrivendo le regole del mercato. Per non perdere terreno, Heineken — come altri colossi del settore — sta accelerando sulla produzione di birre analcoliche e prodotti alternativi. Una transizione che, però, rischia di avere un costo sociale molto alto.

Primo piano
Verifiche in corso

Superbonus condomini, via ai controlli in Toscana: chi rischia di dover restituire i soldi allo Stato

di Redazione web