Il fatto
Grosseto, su OnlyFans per inseguire il sogno di diventare cantante: gli inizi, la reazione dei genitori e le richieste più strane
Desiré Conti racconta al Tirreno la sua esperienza sulla piattaforma: i guadagni, i pregiudizi, la solitudine dei fan e il sogno di diventare cantante e dj
GROSSETO. «Le persone mi chiamano anche solo per parlare. Chi usa OnlyFans spesso è una persona sola».
A dirlo al Tirreno è Desiré Conti, nome d’arte di Sofia Consonni, giovane milanese, che da pochi anni vive a Grosseto, approdata da poco sulla piattaforma inglese nata nel 2016, e attiva su Instagram con il nome desi_conti_08. Piattaforma, quella di OnlyFans, nota principalmente per la produzione e la diffusione di contenuti per adulti, su cui la giovane conta oltre 260 foto e sei video. Nella maggior parte dei contenuti, la ragazza mostra il suo corpo in intimo. Non si tratta di contenuti spintissimi, come invece si trovano sulla piattaforma, ma comunque c’è un’esibizione del sé che non si pone troppi limiti. Lo scopo? Guadagnare per vivere. “Chiedimi tutto ciò che desideri”, si legge nella biografia del suo profilo OnlyFans, che ha accanto le emoticon di una ciliegia e quella di un diavoletto.
Ma com’è che una ragazza giovanissima decide di prosperare su una piattaforma come OnlyFans? Capelli rosso ciliegia (come l’emoticon con cui si presenta online), labbra carnose che riprendono il colore della chioma, occhi da cerbiatto e il fisico che è quello di una ragazzina, intervistata dal Tirreno, a raccontare il mondo dell’immaginazione, e quindi della produzione erotica digitale è proprio Conti.
«Abbiamo aperto il canale quasi per gioco – spiega la ragazza – Attraverso la scuola (Desiré ha frequentato l’indirizzo alberghiero Leopoldo II di Lorena, ma non ha completato il percorso di studi) ho fatto uno stage in un locale, e il proprietario mi ha fatto provare a fare anche la dj. Una sera è arrivato un personaggio della movida di Grosseto e mi ha chiesto di aprire OnlyFans». Proposta accettata, salvo poi cambiare direzione e aprire un profilo in autonomia. Per una gestione più diretta dei contatti, disintermediata. E soprattutto perché l’allora manager social gestiva in malo modo il profilo della ragazza: «Ha creato anche un canale Telegram senza che io lo sapessi, a mia insaputa».
E questo è diventato un problema: «Sono iniziati ad arrivare messaggi da diversa gente, da uomini di 50 anni – spiega – è un mondo incredibile questo». Ancora la onlyfanser: «Non ho finito la scuola, e ho iniziato un tirocinio a Grosseto, ma guadagnavo soltanto 300 euro al mese». Con il poco che prendeva, la giovane donna non riusciva a vivere. «E già convivevo con il mio ormai ex ragazzo, che guadagnava tra i 1.700 e i 2mila euro al mese – prosegue – quindi abbiamo deciso di aprire il mio canale Onlyfans in autonomia, per trovare il modo di continuare a vivere insieme».
Un mondo, quello di OnlyFans, diventato virale in Italia soprattutto dai tempi della pandemia, e sul quale insistono ancora diversi pregiudizi. «Ho perso molti amici a causa di questo mio lavoro – va avanti Desiré – Quando ho iniziato ad essere più conosciuta, molte persone si sono allontanate da me. A Grosseto mi prendono per una prostituta, ma OnlyFans non è un sito di prostituzione». «Ma ci sono stati anche tante persone, che ritenevo amiche, che si sono avvicinate solo per poi pubblicare una storia insieme a me», specifica ancora. E la famiglia come ha reagito? «Mio padre non tanto bene, mia madre mi ha chiesto come funzionasse la piattaforma, non era molto convinta – sottolinea – Mi ha detto di mettere la testa in quello che faccio». La cosa che più ha fatto male a Conti, una conseguenza della sua scelta di vita, è stata «una mia cara amica che si è allontanata – evidenzia – All’improvviso non ho più parlato con nessun amico di Grosseto».
Forse la società è ancora un po’ «bigotta» per accettare la presenza di ragazze che vogliono esporre il loro corpo su OnlyFans. Ma ciò non toglie che le richieste che arrivano alle onlyfanser, compresi i messaggi che vengono inviati a Desiré, siano socialmente strane. «Mi è stato chiesto di raparmi a zero per duemila euro – afferma la content creator – Ovviamente non l’ho fatto». E la richiesta più strana ricevuta dai “fan” qual è stata? «La più brutta è stata quella di farsi picchiare, in giro c’è gente malata». Ma quanto di più imbarazzante è stato chiesto a Conti è «essere insultati, anche con parole pesanti – dichiara – Alla gente piace».
Stereotipo di OnlyFans sono anche i messaggi che contengono foto e video dei piedi, «ma a me vengono chiesti poco, meno del previsto», le parole della rossa. Quello che fa la creatrice di contenuti, quindi, è organizzare videochiamate con chi gliele chiede, oltre a postare foto in intimo. Che funzionano da esca: i post pubblici, infatti, invitano i fan ad approfondire la conoscenza con la creator. Chi vuole approfondire, deve pagare. Cifre irrisorie, calcolate in dollari. Si può trattare di 5,99 $, o di 7,99 $. O giù di lì. Il guadagno delle performer dipende dal numero di fan che si hanno, e anche da quanti sono disposti ad abbonarsi. «Prendiamo appuntamento per fare videochiamate, anche in intimo – prosegue – Ma spesso le persone chiamano anche solo per parlare, perché si sentono sole».
La cultura italiana è «diversa da quella giapponese – ancora la giovane – Da loro infatti c’è il “rental” (il noleggio, ndr) delle persone. Là la cultura è solitaria, ed è facile trovare una persona che non ha contatti e che non parla con nessuno. Il mio è un lavoro nel quale si offre un servizio che oggi non c’è». Desiré, quindi, non solo soddisfa le richieste di chi la contatta per scopi erotici, ma si fa pagare anche soltanto per fare compagnia a chi oggi si sente isolato.
Il lavoro di creatrice di contenuti, la ragazza lo fa «volentieri – evidenzia – Mi è sempre piaciuto fare foto artistiche che mi ritraessero, e non faccio cose spinte». Conti non teme che lo stigma sociale possa marchiarla anche per la vita futura, quando sarà un’adulta: «Non me ne frega niente, non rinnego OnlyFans. Perché giudicare chi si esibisce? Che venissi scartata per qualche posto di lavoro a causa della mia presenza su OnlyFans non è mai successo – risponde – Io voglio diventare una cantante e una dj, OnlyFans è solo un ponte per arrivare a realizzare il mio sogno. E ora tornerò a studiare cucina. In Italia siamo dei bigotti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=ffce6aa)