Grosseto, se ne va e lascia 6.700 euro di danni: ex inquilina condannata a risarcire
Nell’abitazione in via Corridori trovato un deterioramento diffuso, tra muffa e mobili rotti
GROSSETO. Muffa e aloni neri sulle pareti, mobili da buttare, divani e letti macchiati. E ancora: sanitari incrostati, un frigo ormai inutilizzabile. È quanto si è trovato davanti il proprietario di un appartamento in via Corridori dopo che l’inquilina aveva lasciato l’abitazione. Una situazione che ha portato l’uomo a rivolgersi al tribunale per avere in risarcimento danni. A distanza di un paio d’anni è arrivata la sentenza: l’ex affittuaria dovrà pagare 4.186 euro per i danni arrecati all’immobile (la richiesta superava i 6.700 euro), ai quali si aggiungono altri 1.600 euro per il mancato rispetto dei tre mesi di preavviso. A stabilirlo è stato il giudice del tribunale di Grosseto Mario Venditti.
La vicenda risale al 2021, quando il proprietario aveva concesso in affitto l’appartamento con un contratto dalla durata di tre anni, rinnovabili per altri due, con un canone di 800 euro mensili. Il rapporto però si era interrotto nel 2024, nel giro di un mese: l’inquilina avrebbe comunicato la volontà di lasciare l’abitazione nel giro di poco tempo, senza però rispettare i tre mesi di preavviso previsti dal contratto. A tal riguardo, avrebbe detto che il proprietario si sarebbe potuto tenere la cauzione (1.600 euro, due mensilità).
Il problema è però venuto fuori alla riconsegna delle chiavi, visto lo stato in cui versava l’abitazione. In pratica, un deterioramento diffuso: sulle pareti della casa erano presenti muffe, condense e macchie. Secondo il professionista incaricato di fare la perizia il problema poteva essere riconducibile a uno scarso o nullo ricambio d’aria. Ma non c’era solo la muffa. La perizia segnala anche pareti imbrattate di inchiostro, residui di cibo e adesivi. Da uno spigolo della cucina era stato “grattato” via l’intonaco, così come i rivestimenti di divano e del materasso del letto matrimoniale erano macchiati. Lo stesso dicasi per il mobile del soggiorno, con le ante scardinate e insostituibili, il soffione della doccia era inutilizzabile per le incrostazioni di calcare. Il copriwater, invece, era spaccato.
Passando alla cucina la situazione non migliorava: il frigo non si chiudeva correttamente a causa delle guarnizioni deformate, mentre un ripiano era rotto. Danneggiato anche il tavolo e le sedie, la porta d’ingresso presentava un buco, alcune suppellettili erano rotte mentre altri elettrodomestici erano stati sostituiti con apparecchi di qualità inferiore. Insomma, tra pulizie straordinarie, tinteggiature e trattamenti antimuffa e sostituzione degli arredi alla fine il conto ha superato i 6.700 euro. Una spesa non da poco.
Da qui la scelta di fare causa all’ex inquilina, con il proprietario che è stato assistito dall’avvocata Paola Tamanti, presidente di Confedilizia Grosseto, l’associazione che riunisce i proprietari di case. L’ex inquilina, dal canto suo, non si è costituita. Alla fine il tribunale ha dato ragione al proprietario, pur ridimensionando in parte i risarcimenti.
Una vicenda che, commenta l’avvocata in qualità di presidente Confedilizia, «dà riscontro dei diritti dei proprietari di casa. Un inquilino è tenuto a rispettare i termini di preavviso nel rilascio di un immobile, il quale va restituito nel rispetto degli ambienti e degli oggetti che si trovano al loro interno». Tra l’altro, aggiunge, «con questa inquilina non c’erano mai stati problemi o ritardi nei pagamenti».
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