Us Grosseto, pignorate le quote societarie: cosa significa e cosa cambia per il Grifone – La spiegazione punto per punto
Il provvedimento richiesto da un professionista è per oltre 689mila euro
GROSSETO. I problemi di tensione finanziaria con i quali la società Atlante srl ha dovuto fare i conti dalla fine dello scorso anno hanno prodotto nelle scorse settimane una pesante conseguenza, un atto di pignoramento richiesto da un professionista grossetano per una cifra complessiva di 689.293,93 euro, che riguarda anche il 100% delle quote dell’Us Grosseto detenute da Atlante, per un valore di 33.000 euro.
Come nasce la procedura
L’atto è stato firmato il 7 settembre scorso e depositato al Registro delle imprese il 9 settembre e fa riferimento a una procedura del Tribunale di Grosseto. Il professionista era creditore di una somma che dovrebbe aggirarsi sui 400.000 euro. Per calcolare il valore del pignoramento infatti si devono aggiungere la metà dell’importo, spese legali e interessi e così si spiegano gli oltre 689 mila euro. L’atto è stato reso pubblico nella visura camerale della società Us Grosseto, coinvolta in quanto facente parte interamente della società Atlante, proprietaria del club. Al momento di preparare la procedura da presentare al Tribunale il professionista, che non ha rilasciato dichiarazioni in merito, ha chiesto anche la nomina di un custode giudiziario, che sarebbe in sostanza un ausiliario del giudice (spesso un avvocato, un commercialista, un notaio) incaricato di gestire, conservare e amministrare i beni pignorati, che all’effetto pratico avrebbe anche diritto di voto.
Il ruolo del consiglio di amministrazione
In questo caso, però, l’atto per il momento non prevede un custode, per cui il consiglio di amministrazione dell’Us Grosseto comprende unicamente il presidente Francesco Lamioni, l’amministratore delegato Luciano Bacci e Antonio Fiorini, Filippo Vetrini e Massimo Battisti, come riportato dal documento ufficiale depositato nel registro delle imprese in Camera di Commercio.
Cosa riguarda il pignoramento
Va anche chiarito, a scanso di equivoci, che il pignoramento richiesto dal professionista, che sembra in passato abbia difeso anche gli interessi della srl, riguarda la quota societaria posseduta da Atlante e non interessa assolutamente i beni dell’Us Grosseto, i conti societari, eventuali immobili, i calciatori o altri beni della società sportiva a responsabilità limitata. In sostanza la squadra può proseguire il suo percorso sportivo, senza scossoni. Per dirla in parole semplici c’è stato un congelamento, un vincolo della quota sociale.
L’ipotesi di una futura cessione
Nell’ipotesi remota che il patron Giovanni Lamioni dovesse decidere di vendere la società, dovrà far presente che c’è sopra un pignoramento, che può essere cancellato saldando il debitore, o togliendo l’importo di circa 400.000 euro dall’importo pattuito con l’acquirente. Se dovesse essere nominato un custode, il consiglio di amministrazione dovrebbe tenere al corrente il professionista, che gestisce i beni amministrati.
La crisi di liquidità di Atlante
Come si ricorderà a fine 2025, la società edile Atlante S.r.l., insieme ad altre aziende della Holding Lamioni (Edilfox e Centro Color), ha presentato un'istanza per l'accesso alla composizione negoziata della crisi e la richiesta di misure protettive del patrimonio per fronteggiare una temporanea mancanza di liquidità di cassa. Tale situazione era legata in gran parte al blocco e ai ritardi nella riscossione dei crediti d'imposta legati al Superbonus 110%. Concluso il periodo di protezione concesso dal giudice, però, i creditori sono tornati a chiedere un risarcimento per il lavoro svolto, come ha fatto il professionista grossetano, che contesta importanti compensi professionali non liquidati.
Le rassicurazioni della holding e i prossimi passaggi
La holding ha comunque più volte rassicurato l’opinione pubblica specificando che la tensione finanziaria riguardava solo alcuni rami operativi e non la solidità generale del gruppo (che ha mantenuto i bilanci consolidati in utile) né la gestione dell’Us Grosseto 1912, che sul campo sta regalando grandi soddisfazioni alla tifoseria, che sta tra l’altro crescendo numericamente con il passare delle giornate: gli spettatori sono arrivati quasi a quota 2.300 con 816 abbonamenti, una cifra doppia rispetto allo scorso anno. Nelle prossime settimane il giudice fisserà un’udienza per la conferma dell’atto ed eventualmente per la nomina del custode.
Le parole della società
L’Unione sportiva ha risposto in serata alla notizia del pignoramento. «Us Grosseto precisa con fermezza che non esiste alcun effetto sulla gestione del club – si legge nell’intervento – La procedura richiamata riguarda infatti esclusivamente le quote detenute da Atlante srl, soggetto giuridicamente distinto dalla società, e non vi è alcun trasferimento di proprietà, alcuna espropriazione e alcuna incidenza sull’attività sportiva, amministrativa o organizzativa dell’Us Grosseto. Non risulta nominato alcun custode, sicché non vi è oggi alcuna novità concreta rispetto alla piena operatività della società. La gestione prosegue quindi regolarmente, con gli organi sociali pienamente in carica e con la normale continuità dell’attività societaria e sportiva. La vicenda è seguita con la massima attenzione dai legali incaricati e nelle sedi competenti, nell’ambito del percorso già in essere sulla posizione della proprietà. Ogni profilo è trattato con il massimo scrupolo, con l’obiettivo di una completa regolarizzazione della situazione». Us Grosseto respinge «letture allarmistiche, approssimative o fuorvianti, che non descrivono correttamente lo stato dei fatti. La società continuerà a tutelare la propria immagine in ogni sede opportuna, nei confronti di strumentalizzazioni e distorsioni della realtà. Club, squadra, staff e tifosi restano uniti e compatti attorno ai colori biancorossi. Us Grosseto va avanti con serenità, compattezza e piena fiducia».
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