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Grosseto, chiude la pizzeria per il degrado nella via: «Le mie dipendenti avevano paura»

di Ivan Zambelli
Grosseto, chiude la pizzeria per il degrado nella via: «Le mie dipendenti avevano paura»

Jacopo Sabinos e la sua attività in via Roma: «Non trovavo personale». Il Pd attacca sulla sicurezza

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GROSSETO. Aveva aperto in via Roma con l’obiettivo di provare a dare una sterzata a quella strada ritenuta difficile. Ma nel giro di qualche mese ha dovuto ricredersi: quando andava “bene” risse e schiamazzi avvenivano fuori dal locale, altre volte invece è dovuto correre alla pizzeria perché un cliente, già alterato, dopo essersi preso da bere non voleva pagare. E così a giugno Jacopo Sabinos ha deciso di chiudere la pizzeria Bruciata all’angolo tra via Chiesa e via Roma: troppi disagi, troppi problemi in quella strada che seppur in pieno centro città è diventata problematica. Al punto che, racconta, non riusciva ad assumere ragazze perché lì non ci volevano lavorare.

Adesso il giovane imprenditore ha cambiato attività, spostandosi in corso Carducci. «Tutt’altro mondo», dice. «Più sicura e tranquilla, la sera non hai paura a uscire dal locale. Niente di paragonabile con via Roma».

L’imprenditore racconta che a giugno ho dovuto chiudere perché non trovavo personale. Sabinos è esplicito: «Per colpa di via Roma. Alcune ragazze che lavoravano da me se ne sono volute andare a causa del brutto giro che c’è nei dintorni. Gente ubriaca già a metà pomeriggio, schiamazzi, la paura di arrivare all’auto. Era diventato invivibile». Più volte, racconta, «sono dovuto correre alla pizzeria perché magari era entrato uno di questi personaggi e si era preso da bere da solo e non voleva pagare».

In questi mesi Sabinos ha provato a fare del suo, “inventandosi” una sorta di passeggiate notturne che in qualche modo volevano monitorare le zone più difficili della città e all’occorrenza segnalare alle forze dell’ordine. «Purtroppo questi soggetti sono sempre i soliti, stanno nei paraggi di alcuni locali di via Roma ma non gli puoi fare niente. Anche le forze dell’ordine hanno le mani legate».

Bruciata ha chiuso qualche mese fa, ma i problemi restano. Si è visto qualche sera fa, quando è scoppiata l’ennesima rissa che ha coinvolto più persone. E su questo insiste il Partito democratico con il segretario comunale e deputato Marco Simiani, il capogruppo Leonardo Culicchi e il responsabile sicurezza urbana Luca Bernazzani. Perché a fronte della richiesta di maggiore sicurezza e di una strategia complessiva, dicono i tre, «l’amministrazione sembra procedere soprattutto per interventi spot, spesso pensati per dare una risposta immediata alle richieste del momento, ma poco coordinati tra loro e incapaci di incidere davvero sulle cause dei fenomeni».

Ad esempio, ricordano, le persone bivaccano in via Fallaci? Via le panchine. Si chiede maggiore presenza della polizia locale? Tutti in divisa, a discapito di chi lavora in borghese». La sicurezza, dicono, «va affrontata nel suo complesso. Finché si pretende di curare i singoli sintomi non si guarisce dalla malattia. Via Roma ne è un esempio evidente. È una strada che, per la sua stessa conformazione, tende a desertificarsi nelle ore serali: molti uffici, poche abitazioni, poche attività commerciali e, nel tratto finale, la vicinanza della stazione. Quando è stata recentemente riasfaltata, si sarebbe potuto cogliere l’occasione per pensare anche a una sua riqualificazione complessiva: illuminazione, videosorveglianza, spazi pubblici e marciapiedi capaci di favorire presenza, attività e frequentazione». Niente di particolarmente fantasioso, dicono, «né di diverso da quanto è già stato fatto in altre aree della città». Ma la riqualificazione urbana, da sola, non basta. «Dove si manifestano fenomeni ricorrenti di illegalità occorre anche un’azione coordinata e sistematica di controllo: sulle attività, sulle locazioni, sul rispetto delle norme e su tutti quei fattori che possono contribuire a rendere alcune aree più fragili. Anche questo significa intervenire a monte, invece di limitarsi a rincorrere gli effetti quando si manifestano».

E invece in via Roma secondo loro nulla di tutto questo: «È stata lasciata scivolare verso un progressivo degrado». 

 

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