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Il progetto

In Toscana il maxi impianto da quasi 8mila pannelli agrivoltaici: La Regione ha detto “Sì”, ecco dove sorgerà

di Luca Balestri

	Arriva un impianto agrivoltaico in Toscana (Foto di repertorio)
Arriva un impianto agrivoltaico in Toscana (Foto di repertorio)

Concessa l’autorizzazione alla società francese Neoen. L’impatto della struttura sarà mitigato con la piantumazione di filari di ulivi

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GROSSETO. A Grosseto sorgerà un nuovo impianto agrivoltaico. Più esattamente, la nuova struttura, che avrà una durata di trent’anni, sarà a Roselle. Il settore autorizzazioni energetiche e servizio idrico integrato, della Direzione tutela dell’ambiente ed energia della Regione Toscana, ha autorizzato l’impianto “Grosseto FV” della società francese Neoen Renewables Italia Srl, con sede a Parigi

Il progetto

Il progetto appena approvato dalla Regione prevede un impianto da 4,87 megawatt di picco (MWp), capace di produrre oltre 9 gigawattora (GWh) di energia rinnovabile all’anno. «Grazie ai sistemi a inseguimento solare e al mantenimento dell’attività agricola su oltre l’80 percento della superficie, il progetto coniuga produzione energetica, agricoltura e valorizzazione del territorio», sottolinea Neoen al Tirreno. Il progetto dell’impresa francese, attiva nel settore dell’energia rinnovabile dal 2008, integra la produzione energetica con quella agricola, prevedendo colture foraggere, cioè piante destinate ad essere consumate dagli animali ruminanti, tra i pannelli e una fascia perimetrale di mitigazione paesaggistica, composta da filari di ulivi. A Roselle, in totale, saranno posizionati ben 7.982 pannelli solari.

I lavori

Per quanto riguarda l’installazione dell’impianto, come si legge nell’autorizzazione concessa da Regione Toscana, la posa in opera del cavidotto necessario alla realizzazione della struttura deve realizzarsi tramite metodologia di scavo a basso impatto ambientale, cioè con la “trivellazione orizzontale controllata” (Toc) (o con tecniche simili). Inoltre, è previsto che le buche di lancio siano realizzate, dove possibile, in banchina stradale, privilegiando gli slarghi e/o le aree verdi a bordo della carreggiata. Per la tutela, e dunque la gestione del piano ambientale, l’autorizzazione prevede che l’azienda Neoen rediga un piano ambientale di cantierizzazione nel quale siano dettagliate le modalità di gestione ambientale del cantiere, così come anche le procedure operative che il personale deve adottare in caso di sversamento di sostanze inquinanti. Per quanto concerne l’impatto acustico del cantiere, l’azienda, secondo la legge, deve eseguire misure di rumore successivamente alla realizzazione dell’opera, vicino ai recettori più esposti durante il funzionamento dell’impianto agrivoltaico. Inoltre, devono essere posizionati cartelli segnaletici per evidenziare la presenza di campi magnetici e di interdizione di accesso al campo agrivoltaico ai non addetti ai lavori. L’energia prodotta dal nuovo impianto sarà l’equivalente del consumo elettrico annuo di circa 3.300 famiglie e, come sottolinea Neoen al Tirreno, consentirà di evitare indicativamente circa 4mila tonnellate di anidride carbonica all’anno, «contribuendo alla transizione energetica del territorio», specifica l’impresa.

Neoen

«Con “Grosseto FV” consolidiamo la nostra presenza in Toscana, che consideriamo un territorio strategico per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia». Così al Tirreno Andrea Bartolini, Co-managing director di Neoen Italia. L’impianto di Roselle «conferma l’approccio che ci contraddistingue: un modello agrivoltaico che garantisce la continuità dell’attività agricola su oltre l’80 percento della superficie – conclude – preservando l’identità del territorio maremmano. Questo progetto si inserisce in un portafoglio di investimenti più ampio che intendiamo proseguire in Toscana, anche grazie al dialogo costruttivo avuto con l’amministrazione regionale e comunale. L’obiettivo condiviso è generare valore per il territorio: opportunità per le imprese locali nelle fasi di cantiere e gestione dell’impianto, e un contributo concreto al mercato del lavoro e alla decarbonizzazione del Paese».

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