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Orbetello, ibis eremita in pericolo: sos degli ambientalisti alla Regione – «Rischia di essere abbattuto per errore»

di Ivana Agostini

	Un campo con ibis sacri nel territorio comunale di Orbetello
Un campo con ibis sacri nel territorio comunale di Orbetello

L’appello di Wwf e Waldrapp team: «Fermatevi, può essere confuso con l’ibis sacro»

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ORBETELLO. Gli ibis eremita - specie rara e protetta, oggetto di un progetto di reintroduzione - potrebbero essere in pericolo. Il motivo? Potrebbero essere scambiati con gli ibis sacri, specie diversa considerata invasiva e per la quale in alcune situazioni può essere autorizzato l’abbattimento. Così il Wwf e il Waldrapp team, ente gestore del progetto ibis eremita, chiedono alla Regione toscana di sospendere la caccia dell’ibis sacro proprio per evitare errori da parte dei cacciatori.

La Regione Toscana ha deciso di rendere cacciabile anche l’ibis sacro, uccello non originario della nostra fauna, che negli ultimi anni si è diffuso nelle nostre paludi e zone umide. Esemplari sono stati avvistati, anche negli anni scorsi, nelle vicinanze della laguna, a Orbetello scalo mentre beccavano nei campi. «Una decisione contro la quale - spiegano Wwf e Waldrapp Team - ha espresso parere negativo l’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Ispra ha specificamente evidenziato il rischio che possano verificarsi abbattimenti accidentali di specie protette morfologicamente simili, indicando esplicitamente l’ibis eremita e il mignattaio. Ispra ha sottolineato che è estremamente probabile che anche gli ibis eremita vengano abbattuti, perché potrebbero essere scambiati per ibis sacri: le due specie hanno la stessa forma e dimensioni quasi identiche e differiscono per la colorazione, una differenza che non può essere valutata in modo affidabile quando la luce è scarsa e altera l’aspetto delle cose e degli animali». La preoccupazione è alta anche nella zona di Orbetello dove gli ibis eremita stanziano da anni. È naturale ormai vederli nei campi in cerca di cibo, sui davanzali delle finestre, sui fili della luce. Gli ibis hanno trovato anche luoghi dove nidificare e c’è il timore che i cacciatori possano non riconoscere una specie dall’altra rischiando di uccidere gli Ibis eremita.

«Questo - spiegano Wwf e Waldrapp - comporta la possibilità di gravi danni sia indiretti come il disturbo che diretti come abbattimenti accidentali di molte specie simili e protette». Le due associazioni ricordano che l’ibis eremita è una specie originaria della fauna europea, purtroppo scomparsa, che negli ultimi anni è stata oggetto di un complesso progetto di reintroduzione internazionale, che ha fatto sì che questo particolare uccello sia tornato a volare nei nostri cieli. Molti ibis sono arrivati a Patanella sotto la guida di mamme adottive che hanno "pilotato" il volo degli ibis con velivoli ultraleggeri in modo da insegnare loro la rotta da seguire. Un viaggio suggestivo che veniva fatto attraversando le Alpi e facendo i conti con eventi atmosferici e abbattimenti illegali. «Già negli scorsi anni - continuano Wwf e Waldrapp - numerosi sono stati in Italia e in Toscana gli abbattimenti con arma da fuoco di ibis eremita. Aprire indiscriminatamente la caccia all’ibis sacro aumenterà sicuramente le possibilità che anche soggetti di ibis eremita vengano uccisi, mettendo a rischio un intero progetto di conservazione, che va avanti da numerosi anni». È per questo che il gruppo internazionale di studiosi che conduce il progetto, il Waldrapp Team, e il Wwf stanno chiedendo alla Regione Toscana di tornare indietro sulle sue scelte per evitare il rischio di errori negli abbattimenti.

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