Grosseto, addio a Gigi Bernardi: architetto dai mille talenti – «Personaggio unico, aveva una simpatia innata»
Aveva 78 anni, si è spento in una casa di riposo a Manciano: ha realizzato tutta una serie anche di interventi importanti su Grosseto, dall’ex Garibaldi al piano di recupero di Shangai a Marina di Grosseto
GROSSETO. La città piange la scomparsa dell’architetto Gigi Bernardi, avvenuta, all’età di 78 anni, in una casa di riposo a Manciano, in cui era ospite da qualche mese. Se ne va un personaggio assolutamente unico a Grosseto, per la sua eccentricità (chi non lo ricorda con quell’immancabile papillon?), ma anche per la sua assoluta genialità in tutti i campi, da quello professionale dell’architettura, con soluzioni avveniristiche e un’attenzione al colore pazzesca: ha realizzato tutta una serie anche di interventi importanti su Grosseto, dall’ex Garibaldi al piano di recupero di Shangai a Marina di Grosseto, fino ad una serie di edifici disegnati negli anni Ottanta ma che sembrano più adatti alle tendenze attuali.
Gli studi
Bernardi si è sempre distinto per la sua intelligenza e genialità. Diplomato al Liceo classico “Carducci-Ricasoli” si è laureato in architettura all’università di Roma, ma ha studiato anche a Venezia. «Aveva un dono speciale dai tempi della scuola – ricorda Paolo Pisani – i suoi tempi di studio erano brevissimi: quello che uno studiava in 2-3 ore, lui lo memorizzava in 20 minuti. Amava la sua città: negli anni Ottanta partecipò anche a una serie di incontri per valorizzare il centro storico. Aveva delle idee buone, nuove, che non sono state poi attuate: lui vedeva un centro storico attivo, con tante presenze, abitato e nello stesso tempo cassa di risonanza di eventi culturali».
Il ricordo
L’architetto Bernardi ha trascorso la sua esistenza al fianco con Alessandro Capitani, per 35 anni legale del Comune e oggi presidente dell’istituzione Le Mura.
«Con Gigi – racconta Capitani – ci conoscevamo da bambini, lui aveva qualche anno più di me, ma i genitori ci portavano sulle mura a giocare. Siamo amici da sempre e poi abbiamo condiviso proprio in maniera amicale, fraterna 45 anni di vita insieme quotidiana: tutte le mattine per 35 anni mi aspettava alle 8 al caffè Perugina. Prima di andare al lavoro, prendevamo il caffè insieme e poi ci ritrovavamo magari nel pomeriggio, in serata. È stata una persona di una generosità estrema nei confronti degli amici, dei parenti, ma anche delle persone che non conosceva. Era molto aperto, di una simpatia unica e la battuta sempre pronta. A questo aggiungiamoci il piacere di fare bisboccia, della cena con gli amici, condita con gli sfottò e l’ironia, armi che Gigi utilizzava in maniera costante. Ci ha fatto male saperlo negli ultimi mesi di vita in una struttura a Manciano. Era una persona piena di interessi, dalla letteratura al teatro, dal cinema alla politica, fino ad arrivare al sociale. Era un uomo piacevolissimo, dotato di una carica di empatia e di simpatia notevole, perché bizzarro, estroso. Abbiamo condiviso tantissime cose e anche discussioni animate, anche furibonde».
La politica e le recensioni culinarie
S’interessava di politica, nel febbraio 1999 si candidò anche per l’Asinello, il movimento politico I Democratici, fondato da Romano Prodi, alle elezioni europee.
Nella sua vita, pur avendo tanti amici amministratori o politici non ha mai avuto incarichi, nonostante il padre, l’avvocato Dino fosse un militante del Partito comunista. Gigi da giovane ha gravitato in quell’orbita, ma poi è stato molto critico, rispetto a tanti personaggi, a tante scelte politiche. «Un cane sciolto, un po’ anarcoide», lo definisce Capitani.
Gigi Bernardi era però anche un buongustaio, amava mangiare e aveva anche un hobby, scrivere recensioni per i ristoranti visitati e anche scrivere alcune ricette. Tanto che gli amici stanno pensando di trasformare quegli appunti, quelle riflessioni, in un libro postumo, una piccola guida.
A modo suo, però, Gigi Bernardi è stato anche un artista: adorava buttare giù degli schizzi, mentre si trovava al bar, al ristorante, ritratti degli amici con i quali si trovava.
«Era un artista – sottolinea Pisani – la pittura l’ha sempre interessato e ha sempre fatto quadri anche da ragazzo, ma per un piacere personale. Nel 2023 alla galleria Pascucci ci fu anche una mostra delle sue opere: fu un revival di successo, una reunion dei giovani nel suo tempo, quelli che sono gli anziani di oggi».
La salma è rientrata a Grosseto, nelle prossime ore verrà fissata la data delle esequie.
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