Porto Ercole: «Chi acquisterà le ex scuole dovrà realizzare un albergo» – Le polemiche e dove andrà il ricavato
Parola dell’assessore al bilancio del Comune di Monte Argentario Silvano Scotto che riporta la decisione dell’amministrazione: «Sono passati 25 anni di progetti rimasti sulla carta»
MONTE ARGENTARIO. «Chi acquisterà le ex scuole elementari di Porto Ercole dovrà realizzare un albergo con un vincolo di 50 anni». Lo dice l’assessore al bilancio del Comune di Monte Argentario Silvano Scotto, riportando la decisione dell’amministrazione.
Le polemiche
La vendita all’asta dell’edificio sta creando molte polemiche nel borgo del Caravaggio tanto che è nato anche un comitato composto da cittadini e associazioni che si oppone alla vendita. «Le ex scuole elementari - dice Scotto - sono un edificio che molti ricordano, e so che parlare di venderle non piacerà a tutti. Io stesso ci ho fatto la prima media nel 2001, l’ultimo anno in cui questo edificio è stato davvero utilizzato. Da allora, sono passati 25 anni di progetti rimasti sulla carta. Nessuno ha mai presentato qualcosa di concreto, e l’immobile è rimasto lì a invecchiare. Chi propone di tenerlo pubblico spesso non considera i costi reali: milioni solo per ristrutturarlo, più la gestione annuale. E poi - chiede l’assessore - per farci cosa? C’è poi un dato concreto: il commercio di Porto Ercole oggi regge grazie agli alberghi e non alle seconde case. Chi soggiorna in albergo vive, consuma e spende qui ogni giorno. Chi ha una seconda casa arriva il venerdì e riparte la domenica».
La nuova idea
Per questo l’amministrazione anche cambiando idea rispetto al recente passato ha deciso per la vendita. «Con la delibera di giunta abbiamo revocato il vecchio bando - aggiunge Scotto - Nei prossimi giorni ne uscirà uno nuovo: chi acquista dovrà impegnarsi, con un vincolo di 50 anni, a realizzare un albergo vero. Il ricavato dalla vendita tornerà tutto al paese in servizi e infrastrutture. Dopo 25 anni - conclude l’assessore al bilancio - è il momento di fare qualcosa di concreto».
Minoranza contraria
La decisione della vendita, in consiglio comunale, è stata contestata dalle minoranze di Priscilla Schiano di Argentario nel cuore e di Marco Nieto del gruppo Svolta per l’Argentario. Quest’ultimo ieri si è espresso contro la decisione comunicata da Scotto. «Leggiamo con stupore l’ennesimo cambio di rotta sulle ex scuole - esordisce Nieto - Dopo 25 anni di immobilismo, adesso si tenta di scaricare la responsabilità sul tempo e sui "progetti rimasti sulla carta", dimenticando però un particolare fondamentale: il principale protagonista di questi 25 anni è chi oggi governa e vorrebbe invece presentarsi come l’uomo del cambiamento. Le ex scuole - continua Nieto - sono un bene della comunità e devono restare pubbliche. È ormai opinione comune che vendere un immobile strategico e identitario significa privare Porto Ercole di uno degli ultimi spazi che potrebbero essere destinati a servizi, cultura, associazionismo, giovani e attività realmente utili ai cittadini; questo dietro-front è l’ennesima manovra per accattivarsi il sostegno dei contrari, o perlomeno degli indecisi».
Per Nieto la realizzazione di un albergo non è l’unica soluzione possibile per il futuro dell’edificio. «Perché - domanda il consigliere di minoranza - in 25 anni non è mai stata pensata e organizzata una vera progettualità pubblica? Perché oggi l’unica risposta deve essere la vendita definitiva? E ancora, chi può garantire che la struttura ricettiva a esclusivo indirizzo alberghiero non possa essere variata in struttura ricettiva di edilizia privata, con mini appartamenti funzionali ai posti barca del contiguo porticciolo turistico?».«Vendere un bene pubblico - conclude - è una scelta definitiva. Una comunità che perde i propri spazi perde anche la possibilità di decidere il proprio futuro. Le ex scuole di Porto Ercole non sono un problema da liquidare: sono un patrimonio da restituire ai cittadini».
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