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Il Comune di Castel del Piano compra due sciovie: «Ecco il piano per l'Amiata»

di Matteo Scardigli

	Una sciatrice usufruisce della Bellaria (foto d’archivio)
Una sciatrice usufruisce della Bellaria (foto d’archivio)

“Asso” e Bellaria adesso sono di proprietà pubblica. La sindaca Pieraccini: «Un progetto strutturato e stop agli interventi di emergenza». L’obiettivo rimane pianificare il turismo di entrambi i versanti in un’ottica condivisa anche fuori stagione

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CASTEL DEL PIANO. Una firma, quella di mercoledì davanti al notai o Sergio Graziosi di Follonica, che apre un nuovo e suggestivo capitolo per l’Amiata tutta. Così la sindaca Cinzia Pieraccini ha formalizzato l’acquisto delle sciovie Asso di Fiori e Bellaria dalla società Isa grazie a 566.419,52 euro di finanziamento dalla Regione e 175.410,88 euro di compartecipazione del Comune per i quali si è attinto all’avanzo 2024.

«Questa firma rappresenta l’inizio di un progetto strutturato sul lungo periodo che si fonda su metodo, pianificazione e visione piuttosto che su interventi di emergenza», conferma la prima cittadina, che poi aggiunge: «Da questo momento è possibile cominciare a prendere in mano la regia di quello che rappresenta uno degli attrattori principali di questo territorio, cioè la montagna».

Pieraccini prende le mosse dal rapporto di collaborazione e coordinamento tra pubblico e privato che ha caratterizzato la stagione che ormai si avvia verso la conclusione: «Dal 31 dicembre in avanti, meteo permettendo, ha dato respiro al comparto consentendo di non farci trovare impreparati».

L’obiettivo è duplice: consolidare e implementare quanto fatto fin qui in tema di riqualificazione degli impianti di risalita sia per il loro utilizzo invernale (prevalentemente destinato a sciatori medi e principianti, la stragrande maggioranza dei frequentatori della montagna) che primaverile, estiva e autunnale, destinandoli anche alle bici (e-bike, hand-bike e mountain-bike), che rappresentano un settore in continua espansione in grado di portare sull’Amiata turisti da tutto il mondo.

La parola d’ordine è una sola: “destagionalizzazione”. Nel dettaglio, si legge nella determina dicembrina del responsabile del servizio tecnico per i lavori pubblici Francesco Firmati, gli interventi dell’amministrazione comunale sono così concepiti. Sciovia Asso di Fiori: acquisizione impianto 140.000 euro, lavori di ammodernamento e riqualificazione 20.500 euro; per un totale di 160.500 euro. Sciovia Bellaria: acquisizione impianto 129.000 euro, revisione speciale e lavori di riqualificazione 49.000 euro; per un totale di 178.000 euro. Impianto di innevamento artificiale sui tracciati della sciovia e della pista Bellaria: lavori all’impianto di innevamento 87.000 euro, acquisto del tapis roulant 121.000 euro, installazione del nastro trasportatore 17.000 euro; per un totale di 138.000 euro.

La giunta avvia quindi la “Fase 2” del progetto iniziato durante il mandato amministrativo del predecessore Michele Bartalini, e lo fa in un momento storico di particolare delicatezza. Solo pochi giorni fa gli operatori del versante senese scrivevano all’assessore regionale a economia e turismo Leonardo Marras per rappresentargli la situazione di «estrema criticità che sta interessando il comparto turistico invernale del versante senese del Monte Amiata, e in particolare il polo della Vetta e polo Cantore II Rifugio, ad oggi caratterizzata da una gestione discontinua, incerta e priva di qualsiasi programmazione», incassando anche il sostegno di Asea nel segno dell’impegno della Regione per l’affiancamento, anche economico, agli enti locali che vogliano procedere proprio all’acquisizione pubblica degli impianti di risalita.

«Ora è il momento di definire un piano di sviluppo condiviso di tutta la montagna individuando interventi, modelli di gestione e strategie di promozione (che poi sono quelle dell’Ambito turistico): su questo stiamo lavorando e auspico che si possa a breve annunciare una svolta gestionale e programmatica che porti a superare questa divisione», preannuncia Pieraccini, pur mettendo le mani avanti: «Le condizioni di partenza dell’area grossetana e di quella senese sono completamente diverse. Questo vuol dire che i tempi di allineamento tra i due versanti saranno più lunghi ma – assicura infine – ci saranno».

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