Il focolaio di Dengue in Toscana si allarga, da Piombino alla piana fiorentina: un caso sospetto a Sesto – La disinfestazione
Partiranno subito le disinfestazioni contro zanzare adulte e larve in viale Pratese, via Monti, via Nievo, via Foscolo, via Leopardi, viale Di Vittorio, via di Scopino e via Alfieri
SESTO FIORENTINO. Anche questa volta la pista porta a Piombino. Dopo Grassina e Prato, adesso la Piana fiorentina. Un sospetto caso di Dengue è stato riscontrato a Sesto Fiorentino in una persona rientrata dalla zona di Piombino, dove da agosto è attivo il focolaio che la Regione riconduce a un’area circoscritta fra la città e Baratti. La persona ha soggiornato o lavorato in edifici di viale Pratese. La diagnosi deve ancora essere confermata dagli esami di laboratorio, ma il collegamento epidemiologico ha già fatto scattare il protocollo sanitario.
Le disinfestazioni
Da domani (11 settembre) partiranno così le disinfestazioni contro zanzare adulte e larve in viale Pratese, via Monti, via Nievo, via Foscolo, via Leopardi, viale Di Vittorio, via di Scopino e via Alfieri. Gli operatori entreranno anche nelle pertinenze private, cortili, piazzali, giardini e terrazze, per cercare ed eliminare eventuali ristagni e focolai larvali. L’area interessata arriva fino a Calenzano, dove il Comune ha adottato un’ordinanza analoga.
Sesto diventa così l’ultima tappa di una geografia che in pochi giorni si è allargata dalla costa livornese a diversi territori della Toscana. Prima i casi di Campi Bisenzio e Prato, poi i due di Grassina, a Bagno a Ripoli. Adesso questo nuovo sospetto. Il punto di origine resta lo stesso: l’area Piombino-Baratti frequentata in agosto dalle persone risultate positive.
I numeri
I numeri lo mostrano meglio della mappa. Il 4 settembre i casi collegati al focolaio erano dieci. Oggi la Regione ne conta 22, tutti confermati in persone che hanno frequentato quella stessa zona, nessuna in condizioni gravi e la maggior parte già in via di guarigione. Il focolaio dunque resta epidemiologicamente legato a Baratti, ma i contagiati tornano poi nelle proprie città.
E qui si apre il rischio che una zanzara tigre punga una persona mentre ha il virus nel sangue e lo trasmetta successivamente a qualcun altro, accendendo una nuova catena locale.
È esattamente ciò che i protocolli cercano di impedire. La Dengue non passa direttamente da uomo a uomo: ha bisogno della zanzara Aedes, soprattutto della tigre, presente ormai stabilmente in Toscana. Per questo si disinfesta anche davanti a un caso soltanto sospetto e senza aspettare il laboratorio. Se il risultato sarà negativo, l’Asl potrà chiedere la chiusura del provvedimento.
La situazione in Italia
Il bollettino dell’Istituto superiore di sanità aggiornato all’8 settembre registra intanto 265 casi di Dengue in Italia dall’inizio dell’anno, 24 autoctoni. Venti appartengono al focolaio con esposizione in provincia di Livorno, altri quattro a quello individuato in alcuni comuni del Leccese.
Le raccomandazioni
A Sesto si comincia stamattina. Durante i trattamenti i residenti dovranno restare al chiuso, tenere porte e finestre serrate e proteggere animali, giochi e orti. In viale Pratese si cercheranno anche piccoli ristagni d’acqua, sottovasi e contenitori. Il laboratorio, intanto, dovrà stabilire se anche quest’ultimo caso appartiene alla catena partita da Piombino.
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