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Sesto Fiorentino, paziente scaglia un’ombrelliera e poi minaccia un infermiere con un pezzo di vetro al Centro di salute mentale

di Redazione Firenze

	Un'immagine simbolica di aggressione al personale sanitario
Un'immagine simbolica di aggressione al personale sanitario

La Cgil denuncia carenze nella sede di via Monteverdi: raddoppiate le aggressioni nei servizi psichiatrici rispetto al 2025

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SESTO FIORENTINO Un’ombrelliera di ferro scagliata contro la porta d’ingresso. Il vetro che si rompe, un grosso frammento afferrato e puntato alla gola dell’infermiere di turno. È la sequenza che la Fp Cgil ricostruisce di un’aggressione avvenuta ieri intorno alle 13 al Centro di salute mentale di via Monteverdi a Sesto Fiorentino. Dentro la struttura ci sono anche altri utenti. Il personale li allontana e li mette al sicuro mentre arriva la polizia.

Secondo il sindacato, a innescare tutto è stata la richiesta di un paziente in cura nel servizio. La Fp Cgil lo descrive come già noto ai sanitari per comportamenti fortemente aggressivi. L’uomo si sarebbe presentato al servizio chiedendo la consegna di un farmaco antidepressivo senza prescrizione medica. Al rifiuto degli operatori avrebbe afferrato l’ombrelliera e l’avrebbe lanciata contro la porta di vetro. Poi avrebbe afferrato un grosso pezzo di vetro e avrebbe minacciato l’infermiere. La Fp Cgil attribuisce alla fermezza del sanitario, alla prontezza dei colleghi e al rapido intervento degli agenti il fatto che l’episodio si sia fermato lì. Il comunicato non precisa se l’uomo sia stato denunciato o fermato.

«Un’altra tragedia sfiorata», dice Simone Baldacci, coordinatore della Fp Cgil Usl Toscana Centro. Il sindacato collega quanto accaduto a Sesto ad altri episodi recenti alla Rems di Empoli, al Dea di Prato e all’Spdc dell’Oblate di Firenze. Baldacci sostiene che le aggressioni agli operatori siano in aumento e accusa azienda sanitaria e istituzioni di aver annunciato interventi senza avere finora adottato misure che il sindacato considera sufficienti.

Il punto più duro del comunicato riguarda proprio la sede di Sesto, in via Monteverdi. La Fp Cgil la descrive come un servizio periferico e isolato e denuncia carenze nelle misure antincendio e nelle vie di fuga. Il sindacato riferisce che gli operatori chiedono da mesi una porta con vetro antisfondamento e l’adeguamento dei locali alle norme vigenti. Baldacci afferma che la richiesta sarebbe rimasta senza risposta. Per il coordinatore sindacale proprio la conformazione della sede rende più difficile gestire una crisi: denuncia l’assenza di una via di fuga praticabile sia in caso di aggressione sia in caso d’incendio. Nel comunicato non compare una replica dell’Asl su questi rilievi.

La Fp Cgil richiama anche il piano antiviolenza presentato più di due anni fa a Prefettura e azienda sanitaria. Contiene dieci misure per prevenire e contenere le aggressioni. Secondo il sindacato nessuna sarebbe stata recepita. Baldacci parla di uno «stancante giochino del rimpallo delle decisioni». Il coordinatore cita poi un recente report discusso al tavolo aziendale sulle aggressioni: nel triennio 2024-2026 gli episodi contro gli operatori sarebbero cresciuti e nei servizi psichiatrici territoriali i casi di violenza risulterebbero raddoppiati rispetto al 2025.

Fra le richieste ancora aperte a Sesto resta quella porta con vetro antisfondamento. Secondo la ricostruzione della Fp Cgil l’ombrelliera di ferro è finita ieri proprio contro il vetro dell’ingresso.

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