L'avviso
La piscina Tropos (della Firenze bene) torna pubblica: si pensa a un bando
Dopo 16 anni di cause da agosto 2027 la struttura di Campo di Marte sarà nella disponibilità del Comune
FIRENZE. Il prezzo dell’abbonamento, per telefono o per mail, non lo comunicano. Bisogna prendere appuntamento. Gli ingressi singoli non esistono, la struttura è riservata ai soci e per i bambini della scuola nuoto c’è perfino una tata che li prepara, li lava e li riveste negli spogliatoi. È anche così che la Tropos di via Orcagna si è costruito in mezzo secolo una certa reputazione fiorentina. Quella della “piscina dei fighetti”, del wellness club della Firenze bene. Un’etichetta, certo. Nel 2011 un quotidiano cittadino lo definiva già «un salotto nel quartiere bene di Campo di Marte» e oggi il sito del club presenta la vasca e la palestra come un «ambiente esclusivo».
Fra un anno quel salotto cambierà gestione. Dopo sedici anni di causa il Comune e Tropos hanno firmato la pace: Palazzo Vecchio avrà la piena disponibilità del complesso entro il 31 agosto 2027. E l’assessora allo Sport Letizia Perini conferma che l’intenzione è preparare un bando per affidare la gestione a un nuovo soggetto. Il modello verrà definito nei prossimi mesi. La strada indicata è la gara. La piscina resterà in mano all’attuale gestore ancora per dodici mesi, poi dovrà cominciare una storia molto diversa da quella del club privato.
In realtà quella storia era stata scritta decenni fa da Livio Alias, il proprietario che lasciò il complesso al Comune. Nel testamento ordinò a Palazzo Vecchio di liberare «appena possibile» l’immobile da Tropos e di destinarlo per almeno sessant’anni a piscina, palestra e attività sportive per «l’intera collettività». Se il Comune non avesse potuto gestirlo direttamente, avrebbe dovuto affidarlo in tempi brevi a una società a prevalente partecipazione pubblica oppure a un ente senza scopo di lucro. Su quel testamento e sulla locazione si è combattuto in tribunale per sedici anni.
Tropos era entrata nell’immobile con un contratto del 24 giugno 1974. Nel settembre 1975 Dino Catelli aprì il club, ispirato ai modelli americani e con una dichiarata attenzione all’eleganza. L’autorimessa malmessa diventò piscina, palestra, poi spa e ristorante. Nel 1998 arrivò un nuovo contratto con l’usufruttuaria, scadenza 30 giugno 2010. Da lì comincia il contenzioso: nel 2012 il Tribunale respinge le domande con cui Tropos contestava la validità del testamento, nel 2019 la Corte d’Appello conferma, nel 2023 la Cassazione chiude quel capitolo. A giugno di quest’anno il Tribunale di Firenze ha stabilito che la locazione era cessata già nel 2010 e ha ordinato il rilascio.
Rimanevano soldi e tempi. La sentenza ha riconosciuto a Tropos 2.241.250 euro per le migliorie realizzate nell’immobile. L’accordo prevede che il Comune paghi l’indennizzo alla riconsegna, mentre il club rinuncia agli interessi e alla rivalutazione. Solo gli interessi valevano 494.382,92 euro. Il debito fuori bilancio che passerà dal Consiglio comunale è di 2.360.107 euro. Dario Danti, assessore al Patrimonio, può così liberare oltre tre milioni dei circa 5,5 accantonati prudenzialmente per la causa.
E poi c’è la geografia delle piscine. A settembre chiude San Marcellino per la riqualificazione, con un cantiere destinato a pesare per due stagioni; sono in corso i lavori alla Paganelli e San Bartolo deve ancora essere completata. Perini lo dice apertamente: «Gli spazi per le società sono stretti». È qui che nel dossier Tropos potrebbe entrare la Rari Nantes Florentia. Nessuna candidatura è stata formalizzata, ma la società potrebbe essere interessata alla futura gara, anche perché con San Marcellino perderà uno degli spazi utilizzati per l’attività. La Rari gestisce oggi sette impianti tra Firenze e provincia, ha 26 dipendenti e circa 330 collaboratori e, per statuto, è un’associazione senza scopo di lucro: un profilo che sulla carta può dialogare con il vincolo lasciato da Alias.
Il bando dovrà ancora essere scritto e il Comune avrà le chiavi soltanto il 31 agosto 2027. Fino ad allora, in via Orcagna, resteranno l’abbonamento su appuntamento, le due spa, il ristorante, le tate negli spogliatoi e il tornello per i soci. Dietro quel tornello Palazzo Vecchio prepara già la gara. E una piscina magari meno «salotto» ma pure più inclusiva e pop.
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