Firenze, Montedomini agita anche il Pd: Gianassi ricuce attorno a Funaro, ma FdI soffia sulla guerra con Giani
Il segretario dem annuncia un gruppo di lavoro sui regolamenti, mentre Marcheschi invoca un commissario regionale e Salviamo Firenze prepara l’esposto giudiziario contro l’Asp
FIRENZE Montedomini diventa il nome in codice dei turbamenti del Pd fiorentino. Federico Gianassi prova a chiudere la falla prima che diventi una corrente: riunisce i segretari di circolo, riferisce dei colloqui con la giunta e certifica «unità e compattezza attorno alla sindaca». Tradotto dal politichese, Sara Funaro viene blindata. Almeno per ora.
La compattezza dichiarata serve proprio perché il malumore esiste: nei circoli si parla meno degli Airbnb e più di nomine, controlli e continuità con Nardella, ormai. Il segretario propone un gruppo di lavoro sui nuovi regolamenti dell’Asp e trasforma il caso in un cantiere di partito. La formula è elegante: non più solo una grana da spegnere, ma «un banco di prova» per un progetto ambizioso. Dopo giorni di malumori su nomine, continuità con l’era Nardella e reti di governo, il Pd sceglie la ricucitura. Gianassi tiene insieme la sindaca, i circoli e una base che ha cominciato a domandarsi se il problema siano davvero undici affitti brevi o il metodo con cui Firenze governa i suoi enti.
L’opposizione fiuta la crepa. Paolo Marcheschi gioca la carta più astuta e chiama in causa Eugenio Giani. Chiede alla Regione di attivare i poteri sostitutivi, fino alla nomina di un commissario, davanti all’«inerzia» di Palazzo Vecchio. Tecnicamente è un’interrogazione. Politicamente, un invito al governatore a entrare nel campo della collega di partito e a certificare che la sindaca non governa fino in fondo il dossier. Marcheschi conosce bene la geografia sentimentale del Pd toscano.
Tra Giani e Funaro la rivalità non viene mai esibita, ma circola da tempo nei corridoi con la discrezione di un manifesto elettorale. Il presidente della Regione osserva Firenze da una vita e nel 2029 potrebbe trovare nelle sventure della sindaca l’occasione per coronare il sogno di sedersi a Palazzo Vecchio. Così il senatore di FdI gli porge il caso Montedomini su un vassoio: difendere il patrimonio sociale, correggere la «inconsapevole» Funaro e mostrarsi più vigile della giunta. Giani finora ha invitato a fare chiarezza. Marcheschi gli chiede di fare di più: ricognizione straordinaria degli immobili, verifica di locazioni e alienazioni, eventuale annullamento degli atti e riallineamento dell’Asp alle finalità assistenziali. Il colpo è rivolto a Funaro, ma parla anche al governatore.
Intanto Gianassi prova a spostare il baricentro. Il Pd annuncia assemblee, un gruppo di lavoro e nuove regole. È la maniera con cui un partito trasforma un imbarazzo in processo partecipativo e spera che ottobre arrivi prima delle carte della Procura. Maurizio Frittelli, da parte sua, non arretra.
A Repubblica dice che resta, difende Montedomini, rivendica la legalità delle procedure e si dichiara pronto a farsi indagare. Salviamo Firenze sostiene che alcune sue ammissioni rafforzino l’esposto: poche offerte, niente sedute pubbliche per le buste e nessun vero bando sociale dal 2021. Il presidente replica preparando querele. Ormai pare un film, ma la regia non è di Nolan.
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