Gli aggiornamenti
San Gallo a Firenze, la proprietà alza la voce: «Basta fake news, i residenti murati prima dei nostro restyling»
L’assessora Biti: «L’iter è regolare, confronto il 10 marzo, Salviamo Firenze fermi le strumentalizzazioni»
FIRENZE La proprietà dell’ex ospedale militare di San Gallo rompe il silenzio e respinge le accuse. «Murati in casa i cittadini lo erano prima del nostro intervento: basta fake news, è giunto il momento in cui tutti sappiamo la verità», si legge nel comunicato diffuso da San Gallo Development, la società collegata al gruppo immobiliare singaporeano Pontiac Land e al gruppo Nesti, titolare dell’operazione di recupero dell’area.
La replica arriva dopo le proteste dei residenti e l’open day nelle case affacciate sulla nuova torre. La società ricostruisce l’iter: il protocollo tra ministero della Difesa e Comune risale al 2014, seguito da un percorso urbanistico «lungo e complesso», comprensivo di bonifiche e rimozione dell’amianto. Il concept selezionato, nell’ambito di un concorso internazionale promosso da Cdp Sgr, porta la firma del gruppo Rossi Prodi Associati con Silvia Viviani, Tekne, De Vita & Schulze ed Emiliano Diotaiuti.
L’obiettivo, sostiene la proprietà, era restituire alla città «un contenitore vuoto e dismesso», riqualificando un intero isolato nel centro storico con nuove funzioni: piazza, giardini, spazi pubblici, esercizi di vicinato, percorsi pedonali di collegamento tra via San Gallo e via Cavour, oltre a oltre cento metri quadrati destinati a centro espositivo nell’anfiteatro anatomico. Il progetto, si sottolinea, è conforme al Progetto unitario convenzionato approvato nel 2022 e alle destinazioni d’uso consentite: turistico-ricettivo, residenziale, commerciale e direzionale. Quanto alle nuove volumetrie, la società sostiene che gli edifici «sono più bassi della quasi totalità del costruito circostante» e occupano «un’area molto ridotta», con un effetto di desaturazione del tessuto edilizio.
La percezione attuale, si aggiunge, sarebbe «alterata e amplificata» da ponteggi e strutture di cantiere. Sulla vicenda interviene anche l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti: «Il percorso sta proseguendo nel pieno rispetto delle norme e delle procedure previste. Salviamo Firenze smetta di strumentalizzare il pensiero di liberi cittadini». Biti ricorda che il progetto è stato esaminato da Soprintendenza e Ufficio Unesco nella Conferenza dei Servizi del 2020 e che «i nuovi edifici non supereranno l’altezza del costruito circostante: il limite dei 23 metri è stato definito al termine di un iter condiviso».
Confermato un nuovo incontro con i comitati il 10 marzo. «Bene che anche i consiglieri siano andati a incontrare i cittadini», conclude, «gli stessi ricevuti meno di una settimana fa in Palazzo Vecchio».
