La tragedia
Donna decapitata a Scandicci: «Il killer ha agito con crudeltà» – La vita ai margini, la droga: chi è l’uomo accusato di aver ucciso Silke
Trent’anni, era stato sottoposto a Tso. I residenti della zona avevano segnalato la presenza del suo pitbull lasciato libero nel parco frequentato dai bambini. La vittima e il presunto assassino si conoscevano e condividevano lo spazio nell’ex area Cnr
SCANDICCI. Lo hanno fermato a torso nudo, in stato di agitazione, come se si fosse appena strappato di dosso l’ultimo strato di inibizione, i vestiti come scudo alla sua furia. I residenti lo conoscevano per quel pitbull che teneva con sé al casolare, con cui camminava fra vialetti e le strade, per le segnalazioni arrivate nei mesi scorsi sulla presenza del cane lasciato libero nel parco, a scorrazzare tra i giochi dei bimbi. Issam Chlih, trent’anni, marocchino, irregolare, senza fissa dimora, ora è ricoverato e piantonato all’ospedale di Torregalli. La Procura di Firenze lo considera il killer di Silke Sauer, la donna tedesca di 44 anni trovata decapitata mercoledì davanti al cascinale abbandonato di via Galilei, ai bordi dell’ex area Cnr.
«C’è una convergenza di indizi», dice il colonnello Luigi De Simone, comandante provinciale dei carabinieri di Firenze. E aggiunge: «Vanno approfondite le cause e le motivazioni di questo gesto particolarmente crudele, in merito ci riserviamo approfondimenti con l’autorità giudiziaria».
Non è chiaro perché Issam abbia esercitato la sua furia su una donna che fino a poche ore prima era una conoscente, una compagna di strada nella sua vita sbandata. Come lui anche Silke era una clochard. Viveva di espedienti, si spostava tra Firenze e l’hinterland. Ma di lei, dice il comandante, «non abbiamo contezza della sua presenza nella nostra provincia e da quanto tempo fosse qua. Stiamo facendo accertamenti».
I carabinieri hanno informato il consolato tedesco per rintracciare eventuali familiari. Il movente per ora resta oscuro, indecifrabile fra le parole sconnesse di Issam, quel che è certo è che tra lei e il trentenne un legame c’era. «Erano stati notati e controllati insieme, abbiamo qualche riscontro», sottolinea De Simone. Un rapporto di strada, forse una convivenza intermittente dentro quel cascinale basso, con l’intonaco che si sfoglia e il tetto chiazzato d’umidità, incastonato nell’ex area Cnr: un complesso dismesso a poche centinaia di metri da piazza della Resistenza, il centro ordinato di Scandicci. Qui invece sterpaglie, reti piegate, finestre murate da foratini rossi, materassi sporchi accatastati contro i muri.
Oggi il casolare è immobile, come trattenesse ancora il fiato. Due giorni fa, mercoledì mattina, la quiete si è spezzata dopo la segnalazione di un cittadino. Fuori, riverso sull’erba, il corpo della donna. Addosso abiti pesanti, una giacca scura, pantaloni consunti. Decapitata. Il taglio netto. Nelle vicinanze vengono trovati un machete e un lungo coltello con tracce di sangue. Sono elementi che danno sostanza a quell’impianto indiziario di cui parla la Procura perché sugli indumenti del Issam, recuperati dopo il fermo, ci sono macchie rapprese. «Sono in corso analisi tecniche e scientifiche», precisa il comandante. Sarà l’autopsia a stabilire ora e data del decesso.
Issam Chlih ha precedenti, un arresto alle spalle e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per fatti di droga. E soprattutto il 18 febbraio è stato sottoposto a Tso per un episodio di forte agitazione proprio nella stessa area verde dove si è consumato il delitto. Un vuoto urbano che da anni attende una trasformazione.
«La tragedia si è consumata in un’area che è oggi al centro di un profondo processo di trasformazione», dice la sindaca di Scandicci, Claudia Sereni. «Fino a pochi mesi fa l’amministrazione ne deteneva soltanto il comodato d’uso. Alla fine di gennaio 2025 il Comune ne è diventato proprietario e solo da quel giorno possiamo assumerci la responsabilità di riqualificarla». Il progetto del nuovo parco urbano è definito, i lavori devono partire a settembre. «Una città viva e curata è anche più sicura», aggiunge, ringraziando le forze dell’ordine per la rapidità delle indagini.
Resta il perimetro di quel casolare, troppo vicino alle vetrine del centro per essere altrove eppure abbastanza isolato da diventare periferia dell’esistenza. Dentro, una convivenza fragile. Fuori, le passeggiate, i cani al guinzaglio, le famiglie. E mercoledì, legato accanto al corpo di Silke, i carabinieri hanno trovato anche il pitbull dell’uomo. Abbaiava. Sono dovuti arrivare gli accalappiacani per calmarlo e portarlo via. Issam l’aveva lasciato lì, a guardia della sua follia.
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