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Sesto Fiorentino, cresce l’hub farmaceutico di Eli Lilly: previste 1.500 assunzioni

di Luca Gasperoni
Un momento della presentazione dei nuovi spazi dello stabilimento Eli Lilly
Un momento della presentazione dei nuovi spazi dello stabilimento Eli Lilly

Nel polo toscano una fetta importante dei nuovi ingressi: i dettagli dell’investimento

20 ottobre 2023
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FIRENZE. Ben 750 milioni di investimenti nei prossimi due anni, un ampliamento della linea produttiva di farmaci contro diabete e Alzheimer grazie al nuovo stabilimento che sta sorgendo sulle macerie dell’ex liceo Agnoletti e 1.500 assunzioni dirette a livello nazionale di cui una fetta importante nel polo locale (150 solo per il nuovo impianto), con l’obiettivo di consolidare Sesto Fiorentino come uno dei principali hub farmaceutici a livello nazionale.

È l’ambizioso progetto per il futuro della multinazionale americana Eli Lilly, dal 1959 di stanza nella piana fiorentina con il suo quartiere generale, che punta a crescere insieme alla città nel segno delle competenze e della ricerca italiane nel settore. Con ricadute dirette anche sull’approvvigionamento e sull’efficacia dei trattamenti portati avanti dal Servizio sanitario nazionale. «Abbiamo sempre creduto nel nostro impegno qui, che rappresenta una presenza non solo fisica, su un territorio, ma anche strategica. In Italia abbiamo trovato le ragioni per investire e, di conseguenza, le competenze giuste per restare e continuare a guardare avanti», spiega il presidente e amministratore delegato di Eli Lilly - Italy Hub, Huzur Devletsah.

Un passo in avanti nella crescita nazionale ed europea presentato con l’evento “This is future” al campus Eli Lilly dove oltre ai vertici aziendali e alle istituzioni territoriali hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, i sottosegretari Tullio Ferrante e Giorgio Silli, il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, l’ambasciatore Usa in Italia, Jack Markell e il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani.

«Un investimento storico, è una riaffermazione della dedizione all’eccellenza e all’innovazione del nostro sistema industriale e produttivo», sottolinea il ministro Urso, ricordando che «nel settore farmaceutico siamo leader, secondi in Europa e tra i primi 10 produttori al mondo». Parla invece di «fase di particolare dinamismo del settore farmaceutico, con Sesto Fiorentino che è un fiore all’occhiello del settore», il ministro Schillaci, sottolineando l’impatto sul Ssn: «Disporre di terapie innovative e più efficienti non solo migliora la salute ma consente anche di risparmiare ingenti somme».

Il nuovo pacchetto da 750 milioni di euro di Eli Lilly prevede 150 milioni di euro per la realizzazione del nuovo stabilimento che sarà completato nel 2025 e 600 milioni per incrementare la produzione nelle fabbriche di terzisti italiani, un settore su cui l’Italia può vantare il primato europeo.

Un investimento di larga scala che porta a 1,4 miliardi la somma stanziata sul territorio nazionale dall’azienda statunitense nell’ultimo ventennio.

Cuore del progetto sarà la nuova struttura di oltre 7mila metri quadrati che si dedicherà alla linea produttiva di antidiabetici vista la crescente domanda globale, in particolare del tirzepatide che è stato approvato in Usa ma aspetta ancora il via libera dell’Agenzia europea del farmaco, e in futuro di un farmaco contro il morbo di Alzheimer. Previsti 150 nuovi posti di lavoro nella nuova struttura e altre centinaia nel campus fiorentino che già vanta un migliaio di dipendenti, nell’ottica di un piano nazionale da 6mila assunzioni tra dirette e indirette. «Ci saranno 1.500 assunzioni dirette, parliamo del dato nazionale perché sarebbe riduttivo per l’investimento che facciamo parlare solo della ricaduta in termini locali, poi è chiaro che questo sito essendo strategico avrà un ruolo importante nell’occupazione», chiarisce il vicepresidente associato di “Governmental & Public Affairs” di Eli Lilly, Federico Villa.

Per il governatore regionale, Eugenio Giani «è un momento che si inserisce come tappa storica in un processo che ha visto la Regione Toscana protagonista», mentre per il sindaco di Firenze, Dario Nardella «si tratta di Lorenzo Falchi, un esempio eccellente di lavoro di squadra fra istituzioni pubbliche e mondo delle imprese ma anche la dimostrazione della vocazione industriale dell’area metropolitana fiorentina dove produciamo il 2,3% del Pil italiano nel settore farmaceutico».

Non ha dubbi invece il primo cittadino di Sesto, Falchi: «La città si candida a diventare uno dei principali poli farmaceutici italiani ed europei, questo investimento porta risorse sul territorio e costruisce percorsi di lavoro di qualità».

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