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Empoli calcio, chi sono gli americani che vogliono acquistare il club: i nomi, gli affari e su cosa si è “bloccata” la trattativa

di Giuseppe Boi

	Rebecca Corsi e il padre al Castellani
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Rebecca Corsi e il padre al Castellani

Scaduta l’esclusiva senza la fumata bianca attesa, ma il dialogo resta aperto: emergono i protagonisti dell’operazione e i motivi che hanno frenato il passaggio di quote, mentre sullo sfondo tornano a muoversi altri potenziali investitori

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EMPOLI. Nulla di fatto, ma l’affare non è ancora saltato. Mercoledì 7 ottobre gli americani in trattativa con la famiglia Corsi per acquisire la maggioranza azionaria dell’Empoli non hanno esercitato l’esclusiva ratificata e annunciata lo scorso luglio. La data del 7 ottobre non è dunque quella della svolta, ma nemmeno la fine della vicenda. Anche se le parti non hanno raggiunto l’accordo, il confronto non si è esaurito. E se da oggi rientrano in gioco anche altri eventuali compratori – come un gruppo di Boston e una cordata italiana “congelati” con l’accordo in esclusiva – mercoledì 7 ottobre è emerso il nome del fondo, o meglio dei fondi statunitensi interessati al club. E con essi la sensazione che la parola fine non sia stata ancora scritta.

Chi sono gli investitori americani

A trattare con i Corsi sono infatti un gruppo di New York e uno di Greenwich, in Connecticut. Il primo è il fondo d’investimento Bpgc, una società di private equity indipendente nata nel 2020, che gestisce oltre 700 milioni di dollari e vanta investimenti in 180 aziende in tutto il mondo. Il secondo è la MC Square, società di investment banking e private equity fondata nel 2013, specializzata nel fornire consulenza strategica e raccolta di capitali. Nel 2025, ha collaborato con Fasanara Capital per lanciare “Fasanara Sports Italia”, un veicolo dedicato al finanziamento di società sportive sul territorio italiano.

Il doppio tavolo con Empoli e Salernitana

Non a caso i due fondi sono al lavoro da tempo per investire nel calcio italiano. Mentre trattavano con la famiglia Corsi su un tavolo, in un altro discutevano con Danilo Iervolino sul futuro della Salernitana. Altro club in vendita, ma con un appeal decisamente minore rispetto a quello empolese. E non solo per la differenza di categoria tra le due squadre. Perché se è vero che a Salerno si gioca la Serie C, lo è altrettanto il fatto che il bacino di utenza è decisamente superiore a quello azzurro, ma a fare la differenza è ben altro.

I punti di forza dell’Empoli

Vale a dire un settore giovanile all’avanguardia; un centro sportivo attrezzato come Monteboro – per il quale c’è il via libera del Comune per l’ampliamento – e i campi di Petroio; uno stadio come il Castellani con un progetto in fase avanzata e che, soprattutto, diventerà di proprietà (è di mercoledì 7 ottobre la notizia della chiusura dell’avviso per presentare piani di riqualificazione e gestione diversi da quello dell’Empoli Fc che ha già pronto il progetto di fattibilità tecnico-economica).

Il nodo economico

Tutti elementi che rappresentano il core business degli investitori americani che, non a caso, hanno abbandonato la pista salernitana una volta ottenuta l’esclusiva per l’Empoli. Sul perché non sia ancora stata esercitata resta il mistero e da Monteboro non arriva nessun commento. Tuttavia è facile intuire che a mancare sia l’accordo economico (anche e soprattutto sul valore delle giovanili). Ma la trattativa non è chiusa e non è detto che sia impossibile chiuderla.

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