Lorenzo Meozzi, lo scrittore empolese che non smette di reinventarsi: arriva “Re Liar”
Nel nuovo romanzo l’autore spinge la sua scrittura verso territori più oscuri e psicologici, raccontando l’ascesa di un protagonista divorato dalle proprie menzogne e da un potere che lo trascina oltre ogni limite
EMPOLI. Lorenzo Meozzi, empolese, voce ormai riconoscibile nel panorama della narrativa contemporanea, torna in libreria con “Re Liar”, il suo nuovo romanzo, un’opera che segna un ulteriore salto di maturità nella sua produzione letteraria. Un autore prolifico, inquieto, capace di attraversare generi e linguaggi con una naturalezza rara: dal 2008 a oggi ha pubblicato oltre venti titoli, costruendo un percorso che lo ha reso un punto di riferimento per una generazione di lettori affezionati.
Continuità
Meozzi debutta nel 2008 con Cuore inverso, aprendo una stagione creativa che non si è più interrotta. Negli anni successivi arrivano Il cappello di Morfeo (2010), Quando ero immortale (2013), Post it (2014), Occhio non vede il cuore la beve (2015), Airbag (2015), Piercing (2016), Stasera esco e mi vesto di te (2016), Le mie poesie di quattro righe (2016), Le maniere folli (2017), Lamento di un ragazzo social romantico (2017), Volevo solo viverti addosso (2018), Spina dorsale (2018), Bar cuore (2018), Non è mai troppo tardi per essere felici (2019), Notturni in anima Buk (2020), Gli occhi della mezzanotte (2020), Ricordati di santificare le feste (2021), Fuck reality (2022), Non ho niente a parte te e i miei guai (2022), Black butterfly (2023), For the love of God (2024), Sortilegi (2025) e Lo specchio nascosto (2025). Una produzione che racconta un autore in costante movimento, capace di passare dalla poesia alla narrativa, dal diario emotivo al romanzo psicologico, mantenendo sempre una cifra personale riconoscibile: intensità, ritmo, sguardo disincantato sul presente.
“Re Liar”: l’ascesa e la caduta di un uomo costruito sulle menzogne
Nel suo nuovo romanzo, Re Liar, Meozzi porta il lettore dentro una storia cupa, magnetica, che esplora il potere corrosivo della menzogna e la fragilità dell’identità. Il protagonista, Michael Leone, ha trent’anni e una carriera folgorante in uno dei più prestigiosi studi legali della città. Ma il suo successo non poggia sul talento: fin da bambino ha imparato a manipolare la realtà, e proprio grazie alle bugie si è costruito un ruolo nella società. La svolta arriva all’università, quando entra in una confraternita segreta i cui membri assumono i nomi dei personaggi delle tragedie shakespeariane. È lì che Michael entra in contatto con un segreto oscuro, un patto che gli permette di ottenere una laurea senza studiare, accedere a un club esclusivo di avvocati, arricchirsi senza sforzo. Da quel momento diventa il “Re” della città: feste glamour, sesso facile, droga, social spietati, lusso eccessivo, un’esistenza che scivola verso la dissolutezza. Ma tutto cambia quando, in un locale, incontra una donna misteriosa. Da quel momento la sua vita precipita in un vortice di sospetti, inganni, rivelazioni. Michael inizia a dubitare di tutti, perfino di sé stesso. E per difendere il suo regno dorato sarà costretto a compiere scelte estreme, sacrificando ogni cosa, anche la propria anima. Un romanzo che Meozzi costruisce come un viaggio all’inferno, un percorso senza ritorno dentro la parte più oscura dell’ambizione e del desiderio di potere.
Un autore che continua a sorprendere
Con Re Liar, Lorenzo Meozzi conferma la sua capacità di reinventarsi. Dopo anni di scrittura intensa, attraversata da poesia, introspezione e narrativa urbana, questo nuovo romanzo rappresenta una svolta più cupa, più psicologica, più cinematografica. La sua Empoli resta sullo sfondo come radice, ma la sua scrittura guarda lontano: atmosfere internazionali, tensione narrativa, personaggi che vivono sul filo del baratro. Un autore che non si accontenta, che continua a sperimentare, che aggiunge un tassello importante alla sua già vasta produzione.
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