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Empoli, perde il lavoro a causa di un incidente stradale: arriva il maxi-risarcimento

di Danilo Renzullo

	Il Tribunale di Firenze
Il Tribunale di Firenze

Si tratta di un incidente avvenuto nel novembre del 2021 sul cavalcavia di via Falcone e Borsellino, nel territorio di Certaldo

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EMPOLI. È stata costretta prima al ricovero in ospedale per due settimane e poi ad una lunga convalescenza. Ma le conseguenze dell’incidente stradale di cui è stata vittima nel novembre del 2021 non si sono limitate solo ai guai fisici.

Il risarcimento

Una 37enne empolese, all’epoca dei fatti 33enne, è stata infatti costretta anche ad interrompere il rapporto lavorativo con un centro estetico del territorio perché impossibilitata a portare avanti le mansioni per la quale era stata assunta con un contratto a tempo indeterminato. Un danno - aggiunto a quelli materiali all’auto e ai problemi fisici che l’allora 33enne ha dovuto affrontare - che ha portato alla "condanna" di un’automobilista di 42 anni, riconosciuta dal Tribunale di Firenze responsabile dell’incidente, e la sua compagnia assicurativa, chiamate a versare un risarcimento di oltre 67mila euro.

I fatti

Tutto inizia in un pomeriggio di quasi cinque anni fa, quando l’allora 33enne stava percorrendo a bordo della sua auto il cavalcavia di via Falcone e Borsellino, nel territorio di Certaldo, quando è stata improvvisamente "travolta" dall’auto guidata dalla 42enne, anche lei empolese, che perdendo il controllo del veicolo, probabilmente anche a causa del manto stradale bagnato e di una sostanza oleosa presente sull’asfalto, ha invaso la corsia opposta finendo la corsa contro l’auto della 33enne. Un impatto violentissimo che ha richiesto anche l’intervento dei vigili del fuoco per estrarre le due donne dalle rispettive automobili. La 33enne è stata poi trasportata al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli dove è rimasta ricoverata per due settimane per far fronte ai traumi, alle fratture e alle ferite riportate durante lo scontro, per poi proseguire la convalescenza a casa. L’allora 33enne è stata dichiarata "guarita" sei mesi dopo.

L’auto-licenziamento

Nel frattempo, però, è stata costretta a licenziarsi dal centro estetico in cui lavorava «non riuscendo più a svolgere le sue mansioni» per le quali era stata assunta con un contratto a tempo indeterminato. Per la donna, infatti, dopo l’incidente è scattato un periodo di 60 giorni di inabilità assoluta e di 130 giorni di inabilità temporanea oltre a «postumi permanenti», recita la sentenza del Tribunale di Firenze - sezione civile - che ha riconosciuto un «danno biologico comprensivo del danno psichico», accogliendo la richiesta della 37enne. O meglio, accogliendo in parte le sue "rivendicazioni" che ammontavano ad un risarcimento di oltre 100mila euro per i danni non patrimoniali subiti.

La parziale attenuante

Alla 42enne è stata riconosciuta "l’attenuante" del manto stradale bagnato, ma soprattutto la presenza - come rilevato anche dagli agenti della polizia municipale intervenuti sul luogo dell’incidente - di una sostanza oleosa che avrebbe reso l’asfalto viscido. Una "presenza" «che ha inciso sensibilmente» causando probabilmente la perdita del controllo dell’auto «ma - recita la sentenza - non può essere ritenuta causa esclusiva dell’evento ma concausa, idonea a limitare la responsabilità», dell’automobilista in quanto la donna ha «scelto di rimanere contumace e, dunque, non fornendo alcuna indicazione circa la condotta di guida seguita».

Uno "sconto" che - partendo da un risarcimento calcolato dal Tribunale in oltre 72mila euro - ha determinato una somma finale di poco più di 67mila che la 42enne e la compagnia assicurativa sono adesso chiamate a corrispondere alla 37enne.

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