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Porto di Cecina, posti barca del demanio? A sorpresa spunta una perizia

di Ilenia Reali

	Il porto di Cecina
Il porto di Cecina

Assemblea dei proprietari: «Pensiamo di costituire un Consorzio». All’incontro è stato mostrato un documento del 2016 di un legale da cui si evince che gli spazi erano “vendibili”

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CECINA. Rischiano di perdere il posto barca acquistato dalla Porto di Cecina, oggi sottoposta a procedura di liquidazione giudiziale, tra il settembre 2016 e la fine del 2017. Centottanta posti acquistati e che sono stati pagati, in base a quanto riferiscono gli attuali proprietari, a partire da 50-60mila euro per un posto da 8 metri. Ce ne sono alcuni, pochi, anche da 18 metri. Per i 12 metri sono stati pagati tra i 90 e i 100mila euro.

La parola “attuali” è appunto legata al rischio che si trova proprio, è il caso di dire, dietro l’angolo. L’Agenzia del demanio sta facendo delle verifiche per capire se quei posti sono dello Stato oppure no: la Darsena ha acqua salmastra e, in base a due distinti sopralluoghi, a cui ha partecipato anche la Capitaneria di porto è emerso che la legge su questo sarebbe chiara: acqua salmastra, proprietà pubblica. In base alle testimonianze l’acqua sarebbe salmastra dal 2011 data in cui furono fatti i lavori regimando il fiume. E comunque indipendentemente dal passato la legge prevede che si va a verificare lo stato attuale e quindi esiste un concreto rischio di incameramento dei posti barca. Ovviamente a definire la questione, complessa, sarà il Demanio che al momento non si sarebbe ancora espresso ma che potrebbe farlo entro il mese di settembre.

«Con noi proprietari – racconta Danilo Volterrani, presidente onorario del Comitato dei proprietari nonché organizzatore dell’assemblea che si è svolta venerdì pomeriggio – nessuno ha parlato. Siamo venuti a conoscenza dei sopralluoghi effettuati attraverso Il Tirreno e poi abbiamo fatto verifiche. Siamo preoccupati ed è emerso anche durante l’incontro, poco partecipato a onor del vero. La sensazione è che non tutti i proprietari siano consapevoli delle possibili conseguenze. All’incontro è emerso che se la situazione dovesse precipitare dovremmo costituire un consorzio, con personalità giuridica, per tutelare insieme le singole posizioni». Nel frattempo, poco prima dell’assemblea, è stato mostrato un documento: una perizia stilata dallo studio legale Zunarelli di Bologna. «Sono quattro pagine allegate agli atti, o perlomeno a disposizione del notaio, in cui si evince come la darsena sarebbe stata privata e quindi vendibile». Intanto anche tra i proprietari dei posti barca le posizioni non sono unitarie. «Anche per questo motivo il 12 settembre eleggeremo dei nuovi rappresentanti del comitato», aggiunge Volterrani. All’incontro di venerdì avrebbe dovuto partecipare anche l’avvocato Luciano Serra, uno dei maggiori esperti italiani di diritto marittimo, consulente della curatela. Al legale era stato chiesto di intervenire per dare un parere. Probabilmente per un’incomprensione legata all’organizzazione dell’incontro Serra ha preferito non essere presente.

Anche i curatori Fabio Serini e Paolo Carotti, starebbero attendendo il parere ufficiale del Demanio: gli scenari della procedura cambierebbero notevolmente. Oggi ci sono 180 posti barca invenduti e di fatto “a disposizione” della procedura. In caso di incameramento la situazione cambierebbe.
 

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