Cecina, pronto soccorso verso il picco: «Già oltre 100 accessi al giorno»
La primaria: «Aumentano malori e ferite da incidenti stradali»
CECINA. Un picco di 110 accessi giornalieri e una curva che ha iniziato a impennarsi già dal ponte del 25 aprile. Con l’arrivo del gran caldo, poi, sono aumentati i malori e, visto il maggior afflusso di turisti, anche i casi di traumi da incidenti. A fare il bilancio della situazione al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina è la primaria. «I flussi estivi sono cambiati col modificarsi del turismo – spiega la dottoressa Noemi Renzi –. Prima avevamo dei picchi incredibili ad agosto, mentre adesso i turisti si spalmano tra giugno, luglio, agosto e settembre». A fronte di tutto ciò «noi siamo pronti, come sempre, ad affrontare l’estate e se dovessero presentarsi problematiche particolari le affronteremo via via». Ma andiamo con ordine.
Il pronto soccorso di Cecina copre un bacino vasto all’interno delle Valli Etrusche e, come sappiamo, d’estate è sottoposto a una grande pressione dovuta all’aumento esponenziale della popolazione. «D’inverno – dice Renzi – abbiamo una media di 70 accessi al giorno, mentre attualmente siamo sui 100/110. Numeri simili fino a qualche anno fa si avevano a luglio, mentre adesso sono rimasti costanti già a partire dal ponte del 25 aprile». Renzi aggiunge che «lo scorso anno si è registrato un picco di 190 accessi mentre nel 2024 si arrivò anche a 220». Un quadro in evoluzione, questo, che la dottoressa mette in connessione, come detto, con un modo diverso di fare turismo. «Vediamo come andrà quest’anno. È probabile che la nostra costa sia ancora più appetibile a causa delle tensioni che si sono verificate a livello internazionale».
Ad ogni modo, circa la tipologia di casi trattati, «negli ultimi giorni abbiamo avuto vari accessi per malori dovuti al caldo mentre, rispetto ai mesi invernali, c’è stato un incremento di traumi da incidenti stradali in pazienti di tutte le età». A molti dei pazienti registrati al pronto soccorso, d’altra parte, è stato assegnato un codice minore corrispondente a una bassa gravità e, dunque, a un tempo di attesa maggiore. Un esempio: il codice 1 (vecchio codice rosso) va trattato immediatamente, mentre ai codici minori corrispondono non urgenze o urgenze differibili. Tradotto: il paziente può aspettare. «A Cecina si registra un tempo medio di attesa di due ore», dice Renzi. Il dato è calcolato sulla totalità di pazienti trattati, quindi anche sui codici rossi, che vengono visti subito e dunque potrebbero “sbilanciare” la media. «Ma i codici rossi – spiega la primaria – corrispondono all’1% del totale, mentre i codici minori sono in aumento».
Ma sono state previste delle accortezze per affrontare l’estate? «Negli ultimi due anni avevo apportato alcune modifiche all’Obi (osservazione breve intensiva, ndr) che mi sembra abbiano funzionato e che quindi saranno reintrodotte. Sostanzialmente si modula l’attività dell’Obi sugli accessi in modo tale che il medico del pomeriggio, che normalmente è più scarico dal lavoro, possa aiutare nei codici minori quelli del pronto soccorso». Per quanto riguarda invece il personale, «sono stati previsti dei rinforzi e per adesso non ci sono problemi. Se poi dovessero manifestarsi delle difficoltà le affronteremo».
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