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Taglio dei pini vicini alla stazione di Rosignano, il “no” di Legambiente: «Comune e Rfi trovino un’alternativa»

di Alessandra Bernardeschi

	La chioma di uno dei pini che dovrà essere abbattuto
La chioma di uno dei pini che dovrà essere abbattuto

Secondo l’associazione non c’è danno all’edificio e neanche ai binari Appello agli enti perché istituiscano un tavolo

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ROSIGNANO. La notizia che Rete Ferroviaria Italiana ha deciso di abbattere i grandi pini vicini alla stazione di Rosignano Solvay per motivi di sicurezza sta suscitando vivaci proteste da parte di molti residenti. Pini centenari che fanno ormai parte non solo del paesaggio ma anche della memoria collettiva di una comunità; una comunità, quella di Rosignano Solvay, che nel 2017 ha già visto abbattere quel lungo filarie composto da 37 pini che si snodava lungo la via Aurelia davanti ai "palazzoni" Solvay. Pini che facevano parte del paesaggio e che sono stati buttati giù uno dopo l’altro. In quel caso la decisione fu presa dopo la caduta, a causa di una tromba d’aria, di uno di quegli alberi sui binari del treno. Una caduta che interruppe la linea ferroviaria.

A niente valsero le proteste dei cittadini. I pini vennero tagliati e sostituiti da oleandri tuttora presenti su quel lato di strada. Sulla vicenda dei pini della Stazione interviene anche Legambiente Costa Etrusca che chiede che Comune e Ferrovie si siedano attorno ad un tavolo per trovare una soluzione alternativa al taglio. Comune che nel frattempo, dopo aver incaricato il proprio agronomo di effettuare un sopralluogo per verificare l’assenza di attività nidificatoria sugli alberi in oggetto, non ritiene che sussistano elementi ostativi al rilascio dell’autorizzazione per il taglio. Ma nel frattempo l’Amministrazione comunale chiede alle Ferrovie che nuovi alberi siano messia dimora a titolo di compensazione.

Legambiente precisa di non aver «mai parlato di nidi sui tre pini davanti alla stazione di Rosignano Solvay; noi abbiamo sostenuto e sosteniamo - scrivono i una nota - che quei pini non creano danno all’edificio e apparentemente neanche ai binari che sottolineiamo essere due binari adibiti a parcheggio carri merci. Il motivo che Rfi adduce per il taglio a nostro avviso è pretestuoso: nel caso fosse la distanza dai binari allora le Ferrovie dovrebbero tagliare anche i pini dall’altro lato della strada?» chiede l’associazione che continua «crediamo, salvo dopo aver eseguito una prova tecnica per la stabilità delle piante, che l’unica vera ragione del taglio siano le radici che sporgono dal manto stradale».

Legambiente sostiene che in «questa era di nuove conoscenza tecnologiche nella gestione delle piante abbattere te pini senza che rappresentino un vero problema non faccia neanche onore alla tradizione Rfi». L’associazione ricorda poi come in altri luoghi si stia parlando e mettendo in atto la depavimentazione proprio per il recupero di spazi verdi. Per questo motivo Legambiente chiede che Comune e Ferrovie si siedano attorno ad un tavolo per trovare una soluzione.

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