Pisa, la nube nera dalla fabbrica a fuoco: così le fiamme scatenano l’inferno. Dalle ordinanze alle scuole chiuse: cosa c’è da sapere
Tanta paura per l’incendio in un capannone di rifiuti: tutti i comuni vicini, fino a Pontedera e Pisa, hanno emanato ordinanze cautelative. Il racconto della giornata di caos
VICOPISANO. Dal punto di vista dell’impatto visivo e di diffusione dell’allarme, è uno degli incendi “localizzati” più rilevanti che si ricordino sul territorio negli ultimi anni, quello scoppiato ieri mattina, 8 giugno, in un magazzino di stoccaggio rifiuti della Delca Energy nella zona industriale di Lugnano, a Vicopisano. E anche se non ha niente a che vedere col rogo sul Monte Faeta, l’enorme colonna di fumo nero e denso che si è alzata poco dopo le 9 – visibile non solo in gran parte della provincia ma anche da Livorno – ha risvegliato nei cittadini la stessa paura.
Cosa è successo
A prendere fuoco sono state le cosiddette ecoballe, agglomerati di rifiuti in plastica (dalle dimensioni di circa un metro per un metro e dal peso di centinaia di chili) che vengono pressati e stoccati in un’area apposita in attesa della loro nuova destinazione: l’inceneritore, gli scarti, o il riuso, quelli riciclabili. Di ecoballe ne contiene a centinaia il capannone da circa 5mila metri quadrati dove ieri si è scatenato l’inferno, con fiamme altissime, da scene apocalittiche che si sono propagate in poco tempo e che complice l’elevata infiammabilità del materiale si sono poi alimentate a ritmo forsennato.
È parso chiaro fin da subito che la situazione non potesse essere controllata dal personale dell’azienda, costretto a evacuare la sede di via Masaccio – seguito da quello delle ditte più vicine – mentre la colonna di fumo saliva creando nel cielo un’inquietante autostrada nera.
L’emergenza
Per fortuna nessuna persona è rimasta coinvolta o ferita, in un’emergenza che ha richiesto un vasto dispiegamento di uomini e mezzi da parte dei vigili del fuoco: dal distaccamento dell’aeroporto di Pisa è poi arrivato un mezzo Dragon con liquido schiumogeno, per contribuire a tenere il più possibile sotto osservazione un incendio che almeno ieri è stato possibile solo contenere. Soprattutto quando il fuoco ha fatto crollare la struttura del capannone, rischiando un minaccioso abbassamento del fumo. Saranno gli accertamenti, probabilmente a fiamme spente, a chiarire le cause dell’innesco.
Ordinanze e scuole chiuse
L’incendio ha messo in massima allerta non soltanto il Comune di Vicopisano, ma anche quelli vicini: San Giuliano, Buti, Calci, Calcinaia, Cascina, Pontedera e Pisa. Tutti hanno adottato ordinanze per invitare le persone a tenere le finestre chiuse e a limitare l’attività all’aperto. Nel caso di Vicopisano, poi, è stata disposta anche la chiusura delle scuole. Dopo una riunione in prefettura del pomeriggio si è deciso che oggi, 9 giugno, alunni e studenti resteranno a casa nei comuni di Vicopisano e Cascina, mentre gli altri sindaci hanno “allentato” le maglie delle prescrizioni.
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