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Cambio vita, la scelta di Fiamma e Filippo: lasciano il lavoro a Pistoia e rilevano un punto ristoro in montagna – «Cercavamo natura a pace»

di Carlo Bardini

	A sx uno scorcio della “Sosta del castagno”, a dx Fiamma Niccolai e Filippo Bonini
A sx uno scorcio della “Sosta del castagno”, a dx Fiamma Niccolai e Filippo Bonini

Fiamma Niccolai ha lasciato il suo lavoro in uno studio dentistico della città mentre suo marito Filippo Bonini ha scelto di non fare più l’architetto. I due hanno avuto la gestione del ristoro Serrettone vincendo un bando del Comune di Abetone Cutigliano

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CUTIGLIANO. È possibile che oggigiorno qualcuno lasci il posto fisso per scommettere su un nuovo futuro professionale oppure metta in attesa la libera professione per inseguire un sogno? Così hanno fatto Fiamma Niccolai, 32 anni che ha lasciato il posto di assistente alla poltrona da un dentista, e Filippo Bonini, 37 anni che si è preso un periodo di pausa dalla sua professione di architetto.

La giovane coppia di sposi pistoiesi ha deciso infatti di gestire insieme il Serrettone, un punto ristoro montano al Melo di Cutigliano, dopo essersi aggiudicati l’apposito bando comunale che prevede una gestione di cinque anni più altri cinque rinnovabili.

Cosa li ha mossi? Il senso di riposo e tranquillità che quest'area trasmette e la voglia di stare a contatto con l'ambiente naturale. «A noi piace da sempre vivere la montagna - dicono entrambi - e abitare in questi luoghi. Ci siamo sposati recentemente nella piccola chiesa della Doganaccia e conosciamo bene il territorio. È una passione condivisa, anche perché siamo due scout».

L'edificio in sé è essenziale, composto da uno spazio interno, una cucina e i servizi igienici mentre la parte adiacente è coperta da una tettoia in legno. Ma il potenziale di questo luogo sta, per il momento, nella bellezza offerta dalla natura e dalla pace che trasmette a chi vi arriva. «Questa estate - prosegue la coppia - abbiamo ospitato molte persone che sono arrivate, alcune alla loro prima esperienza in questi luoghi. Giunti al Serrettone sono rimasti colpiti. Per il momento offriamo ospitalità all'esterno e ospitiamo eventi privati. Ma il nostro obiettivo è quello di cercare di restare aperti per più giorni possibile durante l'anno. Fare vivere questa realtà con eventi pubblici, come ad esempio gruppi di yoga, concerti di un certo genere, manifestazioni culturali, ospitare incontri letterari e tanto altro».

Volendo caratterizzare in maniera profonda il luogo che li sta vedendo lavorare fianco a fianco, la coppia ha deciso di chiamare la loro attività “La sosta del castagno”. «È un omaggio al grandissimo castagno che si trova davanti all’ingresso - dicono all’unisono i due sposi - la cui presenza colpisce subito tutti i visitatori. Abbiamo poi usato non a caso il sostantivo “ sosta” perché questo è un posto per stare tranquilli, appunto per sostare».

Proseguendo con il loro ragionamento, i due coniugi affermano: «Staccare la spina dalla routine quotidiana è molto importante». Giorni fa a “La sosta del castagno” hanno fatto tappa anche 150 scout delle zone pistoiesi ed il risultato è stato ottimo. I due coniugi tuttavia non interpretano questo loro lavoro in maniera distaccata e autonoma. La collaborazione è essenziale. «Vogliamo fare rete il più possibile rilanciano - con le altre associazioni o realtà del territorio. Una delle nostre parole chiavi è comunità. Fare comunità è molto importante ed utile e secondo noi, negli ultimi tempi questo concetto è venuto meno».

Il luogo offre la tranquillità necessaria per poter lavorare a distanza con proprio computer oppure per poter studiare in vista di un esame universitario o della tesi. Chi vuol saperne di più sulla “Sosta del castagno” può consultare l’apposita pagina web oppure sui social la pagina Istagram e, a breve, anche quella Facebook.


 

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