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Dal bosco alla tavola

È iniziata la stagione dei porcini per migliaia di cercatori pisani. Coldiretti: ecco la guida essenziale

di Antonio Scuglia
È iniziata la stagione dei porcini per migliaia di cercatori pisani. Coldiretti: ecco la guida essenziale

Sia per comprarli, sia per raccoglierli è necessario avere presenti le regole di base, essenziali per non incappare in brutte sorprese o trovarsi in pericolo

26 settembre 2023
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PISA. È scattata la corsa ai primi porcini e sono migliaia i cercatori a Pisa e provincia. Le prime zone a dare soddisfazione ai cercatori, afferma Coldiretti, sono nell’Alta Toscana, Valle del Serchio, Lunigiana e Garfagnana ma anche all’Abetone dove si registrano già ottime nascite e buoni raccolti a bassa e media quota grazie alle abbondanti piogge che hanno innescato le condizioni perfette per far “sbocciare” i primi funghi. Situazione diversa nel resto della regione dove la stagione non è ancora partita con le nascite che non sono state uniformi ed omogenee come speravano i cercatori a causa del vento secco che ha “asciugato” i terreni rallentando le nascite.
Ma attenzione, spiega ancora Coldiretti: l’attività di ricerca, senza le dovute precauzioni, può rivelarsi anche un’attività non prova di pericoli. A fronte di un avvio di stagione dei funghi positivo (+20%) nelle attività di ricerca e raccolta è necessario rispettare alcune semplici ma fondamentali regole di sicurezza per evitare incidenti e smarrimenti come quelli che hanno contraddistinto la scorsa annata in Toscana quando sono stati numerosi i salvataggi tra i boschi.
La nascita di porcini, chiodini, finferli e altre varietà per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e temperature moderate all’interno del bosco, e nel nostro territorio, sul Serra e non solo, sono molti i luoghi noti ai fungaioli più esperti.
Con i funghi è però necessario evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che vanno dalla pianificazione dei percorsi all’evitare punti ripidi o pericolosi, dal rispetto di norme e vincoli specifici alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni, alle Unioni micologiche o presso i micologi delle Asl, oltre a usare per la raccolta cestini di vimini, che arieggiano i funghi e favoriscono la diffusione delle spore: meglio evitare le buste di plastica.
I funghi rappresentano una risorsa importante per le economie di montagna legate allo sviluppo e sfruttamento del bosco segnate spesso purtroppo – precisa Coldiretti - dall’abbandono, incuria e dall’azione criminale dei piromani. L’attività di ricerca non ha solo una natura hobbistica, che coinvolge moltissimi vacanzieri, ma spinge il turismo che seguono immediatamente l’estate con una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, grazie anche alle numerose sagre autunnali.
Per i meno avventurosi il consiglio dell’associazione è quello di acquistarli ai Campagna Amica quando possibile, e quando non lo è di verificare l’indicazione il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini, che deve essere riportato obbligatoriamente. Le indicazioni devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto. Una garanzia per sapere se è stato raccolto in Italia o arriva da Paesi lontani con minore freschezza e garanzie di qualità e sicurezza alimentare.
I consigli di Coldiretti
Documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche; comunicare a qualcuno il proprio tragitto evitando le escursioni in solitaria; attenzione ai sentieri nel bosco che possono diventare scivolosi a causa della pioggia; consultare i bollettini meteo e stare attenti al cambio del tempo; in caso di rischio fulmini non fermarsi vicino ad alberi, pietre e oggetti acuminati; usare scarpe e vestiti adatti con scorte di acqua e cibo; non raccogliere funghi sconosciuti; verificare i limiti alla raccolta con i servizi micologici territoriali; pulire subito il fungo da rami, foglie e terriccio; per il trasporto meglio usare contenitori rigidi e areati.
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