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Crisi The Italian Sea Group, in vendita Perini La Spezia ma Costantino si terrà il marchio – Tre mosse per ricostruire il patrimonio

di Giovanna Mezzana

	Il quartier generale di The Italian Sea Group
Il quartier generale di The Italian Sea Group

Prende forma il piano di salvataggio del cantiere di viale Colombo: ritrattare il valore delle imbarcazioni con gli armatori porterebbe in cassa più di 100 milioni di euro

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MARINA DI CARRARA. Tutto si può dire tranne che Giovanni Costantino non sappia cosa serva a The Italian Sea Group per tornare a veleggiare. È in debito di ossigeno il cantiere di viale Colombo da cui prendono il largo yacht di lusso: i costi di produzione sono andati fuori controllo, per effetto di «una gestione infedele» di «determinati manager»: così sintetizza la tribolata vicenda chi sta all’apice della società. La soluzione ci sarebbe. C’è. E dopo una nota “misurata” diffusa nei giorni scorsi dal quartier generale di Marina di Carrara, si delinea la geografia del salvataggio. Tre sono i punti: quello di maggior eco è la possibile vendita del cantiere Perini della Spezia; attenzione: sul mercato andrebbe (solo) il sito produttivo ligure, non il marchio, Perini Navi, storico brand della nautica viareggina. E mentre si lavora a stipulare accordi con il Fisco, c’è un’idea di quanto The Italian Sea Group incasserebbe se ritrattasse con gli armatori il valore delle imbarcazioni in costruzione: ela cifra è considerevole. Il virtuoso mix tra cessione del cantiere spezzino, patti con gli acquirenti di yacht e riconoscimento di diritti da parte dell’Agenzia delle Entrate aprirebbe la strada alla salvezza del cantiere, che ha 530 dipendenti diretti e conta su un indotto – fatto di piccole e medie imprese, alcune “esclusiviste” del committente Tisg – di circa 1. 500 unità.

Primo punto

Prevede iniziative strategiche un Piano di risanamento della società a cui ha lavorato una squadra di professionisti-fuoriclasse che sostiene l’ad e presidente di Tisg Costantino in questa delicata fase. Il primo bersaglio è: rientrare almeno in parte dei costi-extra che si sono registrati sulle diverse commesse, rinegoziando il valore dell’imbarcazione con il singolo armatore. Per costruire yacht di altissima gamma, Tisg ha sostenuto costi superiori al prezzo di vendita: le barche già consegnate sono “andate”, ma si può intervenire su quelle che si stanno realizzando; tenuto conto che uno yacht vale diverse decine di milioni di euro e che le barche in corso d’opera sono una quindicina, se Tisg riuscisse a spuntare anche solo incrementi del 10-15% del prezzo, riuscirebbe a incamerare una cifra importante, superiore a 100 milioni di euro; chi si può permettere una locomotiva del mare da 70 milioni di euro, per esempio, “ci sta” che non si tiri indietro se il costo lievita di una decina di milioni.

Secondo punto

Un’altra azione strategica contenuta nel Piano di risanamento è la potenziale vendita di asset immobiliari non più strategici. Significa sostanzialmente mettere in vendita il cantiere Perini della Spezia, dove si fa per lo più refitting. Dato che esso non è più strumentale per l’attività – ha valutato il team di professionisti – è possibile considerarne il lancio di esso sul mercato. Ecco, questo punto non deve essere frainteso: è vero che Tisg è in crisi, ma i gioielli non si vendono; Costantino intende fare cassa dal sito spezzino di Perini ma vuole tenersi il marchio Perini Navi, conquistato – con la maison della Darsena di Viareggio – a inizio 2022, quando poco prima si era aggiudicato all’asta gli storici cantieri, famosi nel mondo per gli yacht a vela.

Terzo punto

Il Piano di risanamento indica anche possibili effetti positivi a seguito di un accordo con l’Amministrazione finanziaria. L’obiettivo è: raggiungere un accordo con l’Agenzia delle Entrate che consentirebbe il riconoscimento di una serie di diritti che comportano un incremento patrimoniale.

Si tirano le fila

Se queste tre azioni vanno in porto, tutte insieme consentono di ripianare le perdite. Il comando è: ricostituire il patrimonio sociale sceso da 26 milioni e mezzo di euro sotto la soglia minima-ammessa di 50mila euro. C’è lo spettro liquidazione, altrimenti: è in corso di determinazione l’entità esatta delle perdite. Incamerando più liquidità dalla vendita delle barche, cedendo il cantiere ligure Perini e ottenendo il riconoscimento di diritti (quelli che spettano) dal Fisco, si possono ottenere incrementi patrimoniali. Marina (e non solo) incrocia le dita.
 

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