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Famiglie e disagi

Lucca, papà violento e mamma tossicodipendente: Tribunale ordina il trasferimento della figlia in comunità

di Pietro Barghigiani
Lucca, papà violento e mamma tossicodipendente: Tribunale ordina il trasferimento della figlia in comunità<br>

La decisione dopo l’intervento dei servizi sociali a tutela della bimba

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PIANA. Un padre violento, una madre che fa uso di stupefacenti. Un contesto familiare degradato che mette a rischio la vita di una bimba di pochi anni. La naturale conseguenza di una situazione di profondo disagio economico e sociale è il trasferimento di mamma e figlia in una comunità.

Lo ha deciso con un’ordinanza il Tribunale per i minorenni di Firenze in una vicenda ambientata nella Piana.

Un provvedimento adottato d’urgenza dopo la segnalazione del curatore speciale sulla necessità di anticipare una decisione a tutela della piccola.

Agli atti ci sono anche i comportamenti dell’uomo che nell’agosto 2025 aveva aggredito la compagna. Era ubriaco. La picchiò lasciandole ematomi su volto e braccia. «Sono preoccupata per me e la bimba» aveva confidato la donna ai servizi sociali. In parallelo alla situazione del compagno, c’è anche il problema con la droga della mamma di cui per un periodo ha fatto un uso quotidiano. Negli ultimi il contesto familiare si è aggravato con i servizi sociali che hanno alzato il livello di attenzione su madre e figlia.

Gli operatori del SerD, a cui la donna si rivolge con un’adesione incostante, sono stati chiari nel descrivere «un progressivo peggioramento del quadro, con uso quotidiano di sostanze da parte della madre e concreta possibilità – secondo la valutazione sanitaria – di procedere a un inserimento in comunità anche in assenza di un provvedimento giudiziale, proprio in considerazione dell’urgenza».

Una fragilità familiare evidente, un rischio per la bambina reale. Se la donna ha riferito «di fare uso di sostanze e ha dato la propria disponibilità all’inserimento in comunità terapeutica madre bambino e alla prosecuzione di un percorso di cura – sintetizza il caso il Tribunale -, il padre ha riconosciuto pregresse problematiche di abuso di alcool e sostanze, dichiarando una recente interruzione e manifestando disponibilità ad intraprendere i percorsi di presa in carico indicati dai servizi». Resta soprattutto «una sostanziale assenza della figura paterna nella vita della minore, non avendola lo stesso frequentata da diversi mesi né provveduto al mantenimento, nonché come le pregresse condotte violente e disfunzionali abbiano inciso in modo significativo sulla capacità di garantire un contesto relazionale adeguato» ancora il giudice minorile.

Prima che la situazione degeneri, il Tribunale ha disposto, quindi, il collocamento della minore in una comunità madre-bambino, in collaborazione con il SerD che con urgenza prenderà in carico la mamma «con monitoraggio dell’adesione al programma terapeutico e controlli tossicologici periodici»l


 

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