Il Tirreno

Livorno

Il processo

Livorno, chiesta di nuovo l’archiviazione per la morte del geometra precipitato dal tetto

di Stefano Taglione
Il capannone di Poste e Valerio Beccaro
Il capannone di Poste e Valerio Beccaro

Valerio Beccaro perse la vita mentre lavorava dopo il crollo della copertura di un capannone di Poste. Ci sono dieci indagati, ma per la procura nessuna loro responsabilità penale

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La procura di Pisa torna a chiedere l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Valerio Beccaro, il geometra livornese di 55 anni precipitato dal tetto del centro di distribuzione di Poste di Ponsacco il primo settembre 2022 durante un sopralluogo per verificare alcune infiltrazioni. È la seconda richiesta avanzata dal pm Fabio Pelosi dopo la svolta investigativa che aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone per l’ipotesi di concorso in omicidio colposo.

Contro la nuova decisione si sono però nuovamente opposti i familiari della vittima, alcuni dei quali sono assistiti dall’avvocata livornese Luana Dettori. Per questo motivo la giudice per le indagini preliminari Eugenia Mirani ha fissato un’udienza per il 18 giugno, quando dovrà decidere se accogliere la richiesta della procura o disporre ulteriori approfondimenti investigativi o l’imputazione coatta. Nel fascicolo risultano indagati Roberto Mazzi, 62 anni, di Udine, dirigente di Poste Italiane; Guido Tarchi, 56 anni, di Firenze, responsabile immobiliare dell’azienda per la Toscana; Giuseppina Mensitiere, 52 anni, di Salerno, responsabile immobiliare di Poste italiane per il Centro-Nord Italia; Antonio Daniele Cecconi, 50 anni, di Tivoli; Lorenzo Nuzzi, 44 anni, area manager di Poste di Firenze e residente a Pontassieve; Massimo Bottalico, 67 anni, di Bari, legale rappresentante della società Medinok; Stefano Pintabona, 43 anni, nato a Moncalieri e residente a Lucca; Daniele Fasulo, 53 anni, di Tortona; Mattia Ferrali, 31 anni, di Pistoia; e Maurizio Pastore, 69 anni, di Salerno.

La vicenda aveva conosciuto una svolta importante alla fine del 2024 quando, dopo una precedente richiesta di archiviazione e l’opposizione dei familiari, la giudice per le indagini preliminari Nunzia Castellano aveva ordinato nuovi accertamenti e l’iscrizione degli indagati sulla base della relazione tecnica redatta dall’ingegnere Yuri Gelli. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Beccaro era stato incaricato di effettuare una verifica sul tetto del centro di distribuzione di via Firenze, dove erano state segnalate infiltrazioni. Il geometra, dipendente di Poste da oltre 30 anni e in servizio nella struttura di Livorno, era salito sulla copertura utilizzando una scala predisposta dagli operai della ditta esterna incaricata dell’intervento. Poco dopo avrebbe sfondato una lastra di fibrocemento precipitando nel vuoto e morendo a causa delle gravissime lesioni.

La consulenza tecnica disposta dalla procura aveva evidenziato una serie di presunte omissioni nella gestione della sicurezza. In particolare, era stato contestato il mancato coinvolgimento del proprietario dell’immobile, l’assenza di un Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze specifico per l’intervento e la mancata adozione di modalità alternative di ispezione, come l’uso di una piattaforma elevatrice, di un trabattello o di un drone, strumenti che avrebbero evitato l’accesso diretto alla copertura. Per la giudice che aveva disposto l’iscrizione degli indagati esisteva una possibile relazione causale tra le condotte omissive e la morte del geometra. Ora però la procura è tornata a ritenere che non vi siano elementi sufficienti per sostenere l’accusa in un eventuale processo e ha chiesto che il fascicolo venga archiviato. Alla decisione si oppongono i familiari della vittima: l’ex moglie Valeria Capecchi, le figlie Dalila e Lucilla Beccaro, oltre ai genitori Ilona Lenzi e Gabriele Beccaro.

Saranno loro, attraverso i propri legali, a sostenere davanti al gip le ragioni per cui ritengono che l’inchiesta debba proseguire. La parola passa adesso al giudice per le indagini preliminari. L’udienza è fissata per il 18 giugno. Da quella data potrebbe arrivare un nuovo capitolo giudiziario in una vicenda che, a quasi quattro anni dalla tragedia di Ponsacco, continua a dividere accusa e parti offese sulle responsabilità per la morte del geometra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Elezioni comunali 2026

Ballottaggi in Toscana, ai punti è una vittoria della sinistra: ma la destra ha battuto due colpi – L’analisi

di Libero Red Dolce
Speciale Scuola 2030