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Livorno

La decisione

Livorno, chiuderà il Kalypso. Il titolare: «Problemi alla licenza vendutami 12 anni fa»

di Stefano Taglione

	Daniele Fabbrizi e il Kalypso club di viale Italia
Daniele Fabbrizi e il Kalypso club di viale Italia

Daniele Fabbrizi annuncia azioni legali contro chi al tempo gliela cedette: «Stop alla discoteca e a settembre apro una pizzeria altrove»

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LIVORNO. «Dodici anni fa mi hanno volturato una licenza da discoteca farlocca, l’ho scoperto ora dopo che mi è stato fatto un controllo. Tutti i permessi, quelli corretti, potrei riottenerli fra una decina di giorni, ma per mia scelta non farò più il locale da ballo. Come ristorante resterò invece aperto per tutta la stagione, fino a settembre, poi a meno di non ricevere un risarcimento chiudo».

Lo sfogo

È questo l’incredibile sfogo di Daniele Fabbrizi, il titolare del conosciutissimo “Kalypso club” di viale Italia. Le sue parole, al Tirreno come sulla sua pagina Facebook, hanno del paradossale e stanno facendo discutere mezza città, data la popolarità della location. È chiaramente la sua versione dei fatti dopo una verifica che, nel marzo scorso, ha comportato la sospensione dell’attività di discoteca, che non ha toccato quella della ristorazione, rimasta sempre in essere e apprezzata dalla clientela. In pratica – sempre secondo il suo racconto, al quale come da lui annunciato seguirà un contenzioso legale – l’imprenditore avrebbe scoperto di non avere i permessi per la discoteca dopo ben 12 anni. Ed è per questo che ha deciso di dire basta, di abbandonare il lungomare. «Sì, è così – rimarca – l’ho scoperto quando mi è stato fatto il controllo. In ogni caso, in una decina di giorni, sarei in grado di riottenere tutto e riaprire, ma non lo faccio perché ora per questa vicenda voglio essere risarcito. Quando ho capito ciò che era successo mi sono sentito truffato». Per questo ha annunciato di voler ricorrere alle vie legali: «Farò causa a chi me l’ha venduta – spiega – perché io sapevo di aver acquistato la licenza per il pubblico spettacolo. Nel locale ho investito 800.000 euro. A settembre, a conclusione della stagione, se non otterrò un indennizzo chiuderò anche il ristorante. Ho comprato una pizzeria, sto facendo i lavori, poi più avanti renderò noti ulteriori dettagli».

Il controllo

La verifica nei confronti del “Kalypso club” a cui Fabbrizi fa riferimento risale a fine inverno, quando il Comune aveva disposto la cessazione delle attività di discoteca e intrattenimento danzante, mentre la questura aveva notificato una chiusura di 15 giorni – chiaramente ormai superata – sempre e solo alla parte destinata al pubblico spettacolo. Il provvedimento era scattato in seguito a un sopralluogo effettuato dai vigili del fuoco e dalla divisione amministrativa della questura nell’ambito dei controlli disposti dal prefetto Giancarlo Dionisi dopo la tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, effettuati non solo al “Kalypso club”, ma anche in altre strutture simili. Secondo quanto emerso, la situazione del locale sarebbe risultata diversa rispetto a quella autorizzata nel certificato di prevenzione incendi rilasciato nel 2007. Una particolare attenzione fu rivolta alle uscite di sicurezza, che non erano state ritenute adeguate. Situazioni che comunque Fabbrizi, sui social network, successivamente aveva più volte spiegato di aver sanato. «Chiedo scusa a tutte le autorità per il mio comportamento aggressivo. Credevo – le parole sui social dell’imprenditore livornese – che mi avessero preso di mira e invece solo da pochi giorni mi sono accorto che mi hanno venduto una licenza falsa, quindi procederò legalmente. Detto questo, la discoteca non si può più aprire. Finiremo la stagione solo come ristorante, poi chiuderò e farò i miei passi. Stiamo aprendo una pizzeria quindi chi mi vuole vedere saprà come fare. Non mollo mai».

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