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Famiglia di cinghiali scomparsa a Nugola, il mistero resta e il paese di divide: «Ora l’accesso agli atti»

di Martina Trivigno

	A destra la famiglia di cinghiali
A destra la famiglia di cinghiali

Il consigliere Fattorini: «L’ultimo via libera della Regione ad abbattere ungulati è di febbraio»

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COLLESALVETTI. «Ora soltanto l’accesso agli atti potrà fare chiarezza». Della famiglia di cinghiali che per settimane aveva vissuto a ridosso delle case, a Nugola, in provincia di Livorno, non c’è più traccia e si fa sempre più strada l’ipotesi dell’abbattimento anche se, al momento, conferme ufficiali non ce ne sono. Una sparizione improvvisa che negli ultimi giorni ha acceso discussioni, polemiche e domande tra i residenti.

Per cercare di fare chiarezza, giovedì scorso si è svolta un’assemblea pubblica nei locali del centro civico di via degli Ontani, organizzata dal consigliere comunale Dario Fattorini. Un incontro partecipato, al quale hanno preso parte anche i rappresentanti di Lav e Lipu Livorno, nato dopo giorni di ricostruzioni contrastanti e richieste di spiegazioni rivolte agli enti competenti.

La storia della “famigliola” di cinghiali era iniziata alcune settimane fa, quando due femmine e un giovane maschio avevano iniziato ad avvicinarsi sempre più alle abitazioni. Animali insolitamente tranquilli, poco intimoriti dalla presenza umana. Poi erano arrivati anche i cuccioli: le femmine li conducevano vicino alle case, tra gli sguardi curiosi dei residenti e i telefoni puntati per immortalare la scena. Una presenza che aveva finito per dividere Nugola: cera chi vedeva negli animali un simbolo di convivenza possibile con la fauna selvatica e chi, invece, temeva per la sicurezza.

Ma quando i cinghiali sono improvvisamente scomparsi, le discussioni si sono trasformate in interrogativi. «All’incontro – spiega Fattorini – ho ricostruito la vicenda anche alla luce della richiesta inoltrata alla Regione. Da quanto ho appurato, in questo caso non era stata concessa alcuna autorizzazione all’abbattimento degli animali: l’ultimo via libera, infatti, risale infatti a febbraio». Adesso il consigliere attende l’accesso agli atti per chiarire definitivamente cosa sia accaduto. Secondo quanto emerso durante l’assemblea, sarebbe esistita anche un’alternativa. «La Lav – prosegue Fattorini – aveva dato la disponibilità a trasferire gli ungulati in un santuario. Si poteva intervenire diversamente. Non si sa bene chi e come abbia deciso di fare altro».

E a Nugola resta una comunità spaccata tra chi pensa che la loro presenza fosse diventata insostenibile e chi, invece, continua a chiedere trasparenza su quanto accaduto davvero.

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